logo

347-8840534 segreteria@eraclito2000.it

XXVIII Master CIBA

Social Bon Ton e Personal Branding anche nell’ottica del Web 2.0

Social Bon Ton e Personal Branding anche nell’ottica del Web 2.0

Dott. Alberto Presutti

L’autore
Alberto Presuttiwww.albertopresutti.it è nato a Firenze ed è formatore performer.
E’ consulente di Business Etiquette, Bon Ton e Galateo tenendo Corsi per aziende, pubbliche amministrazioni, agenzie formative, associazioni culturali e per privati.
Socio A.I.F. (Ass.ne Italiana Formatori) e consulente SKY e RAI per il Bon Ton e Galateo.
Ha collaborato con la “Etiquette Academy” di Bologna e con il suo organo ufficiale, la rivista “Etiquette”.
Tiene corsi di Bon Ton per Weddigplanners tra cui ha tenuto il primo, a Firenze, dell’Ass.ne Internazionale dei WP.

Ha pubblicato nel 2010 per i tipi della “Romano Editore” il Manuale “Bentornato Galateo” (Romano Editore, Firenze). Il suo ultimo volume di poesia “Dell’Odiato Amore” (Edizioni Libroitaliano, 2004), ha vinto il Premio “Nuove Lettere” nella Giornata Mondiale della Poesia organizzata dall’Unesco, nel 2005.

Cura rubriche di Galateo per le principali riviste eno-gastronomiche italiane.

Scrive sul proprio BLOG www.bentonatogalateo.blogspot.com
Dal 2009 tiene Lezioni di Business Etiquette durante l’Edizione annuale del Master CBA , organizzato da Eraclito2000.
Collabora con le principali riviste eno-gastronomiche curando Rubriche di Galateo. Numerosi i suoi interventi in trasmissioni radiofoniche e televisive nazionali.

Se la “Brand-image” è l’idea che i consumatori maturano di un prodotto dopo averlo testato.
Il Personal Branding è l’immagine di noi stessi che viene recepita all’esterno, quindi il nostro “valore”.
E’ importante, direi indispensabile, oggi, e non solo nell’ambito dei Social Network, per un professionista, saper creare il proprio “marchio personale distintivo” che non è altro che il valore della sua reputazione.

Se per le aziende, la competizione comunicativa è basata sulla qualità dei loro prodotti, per un professionista od un manager, essere percepiti dai clienti come un unicum che fa la differenza nel suo campo di attività, è indispensabile perché fa sì che il cliente scelga in conformità di quel “plus”, rappresentato dalla congruità tra stile e immagine, definibile come packaging e la competenza tecnico-professionale che si vanta.

Un Brand forte, coerente, congruo e fedele alla propria comunicazione, porterà ad un alto tasso di successo, perché riconosciuti portatori di reputazione che è il vero valore da spendere, se lo abbiamo!
Ma la reputazione è fatta di un insieme di dettagli, tra i quali emergono i principi delle Buone maniere, del cosiddetto Bon Ton, che è la comunicazione efficace di se stessi agli altri.

Il Personal Branding parte da una ricerca personale su se stessi, le proprie peculiarità, attitudini, conoscenze, capacità. La propria voglia di cambiare. Di affermarsi.
Occorre, pertanto, lavorare su se stessi per ricostruire un puzzle che, al momento, può non restituire un immagine chiara, apprezzabile, univoca e, soprattutto, fedele, di come si vorrebbe essere e, quindi, divenire.

Di conseguenza, è fondamentale, chiedersi:

  • Come ci si può differenziare dagli altri?
  • In che modo si potrebbe riuscire a far valere la nostra “unicità”?
  • In che modo, invece, si risulta simili agli altri competitors?
  • Perché si ritiene di essere il migliore nel proprio campo di attività?
  • Guardandosi allo specchio si è in grado di riconoscere con sincerità i propri difetti?
  • Come normalmente si comunica sui Social Network?
  • Si è aperta una Pagina Fan su Facebook? Si è effettuata l’iscrizione a LinkedIn?
  • Il sito personale esprime congruamente l’attività professionale svolta rispetto a come la si promoziona di persona o sui Social Network?
  • Si è mai pubblicato un E-Book sulle tematiche di cui si è esperti??
  • Quale modello di riferimento si ha?

Delphine Seyrig, in un famoso film di Francois Truffaut, spiegava ad un giovane ed inesperto Jean-Pierre Léaud che esisteva una sensibile differenza tra Buone Maniere e Bon Ton: “Se un uomo entra in una stanza da bagno e vede che c’è una signora nuda, esce subito e dice: “Mi scusi signora!”. Questo è un uomo educato.
Ma se dice:”Mi scusi signore!” quest’uomo ha Bon Ton!”
Il Bon Ton racchiude in sé stile, savoir faire, buon gusto, rispetto e soprattutto tatto e intelligenza!

Alcune Domande

  1. Il Bon Ton serve davvero in certe occasioni formali?
  2. Le Buone maniere consentono di sentirsi a proprio agio in tutte le situazioni?
  3. Si è in grado di fare le presentazioni in azienda in modo formale?
  4. Si sa stare a tavola seguendo le regole del il Galateo e, quindi, si è in grado di gestire senza imbarazzo un pranzo di affari?
  5. E, se più normalmente, si sposa un collega di lavoro, come regolarsi?

Domande diverse, delle centinaia che potremmo fare, ma a cui è fondamentale dare la risposta corretta, perché sbagliando non si avrà una seconda possibilità per rimediare.
Perdere “punti”, perdere immagine, è fatale, perché gli altri osservano e giudicano e si fanno velocemente un opinione; anche se è comodo non pensarlo e auto-convincersi, per presunzione, di essere i migliori o peggio, che non sono queste, le domande e le risposte che contano nella vita sociale e lavorativa.

Un Personal Branding non può esistere senza la conoscenza del Bon Ton e della Business Etiquette, che diventano strumenti di comunicazione efficace di sé nel sociale e sul lavoro.

Eppure in Italia si continuano a distribuire i biglietti da visita da subito, da inizio incontro, e si ignora che all’estero, come in Giappone, i medesimi hanno valore di legittimazione personale più di un documento formale.

Skills come affidabilità, autorevolezza e serietà, verranno rafforzati solo da un immagine e da un comportamento ad esse congruenti. Cura della persona, dell’abbigliamento e non del “look”, l’abito, infatti, non “fa il monaco”, attenzione all’educazione e alla comunicazione pertinente.

Internet è un ambiente virtuale ma fatto di persone che interagiscono tra loro come nella vita reale. Ne consegue che è necessario avere una Netiquette che altro non è che il Bon Ton della Rete, e che a maggior ragione, nell’interazioni che avvengono sui Social Network ha da essere osservato, quale rispetto dell’altrui reputazione e privacy.

I Social Network stanno cambiando anche il modo di fare business, connettendo tra loro professionisti, manager ed aziende, e a loro volta consentendo l’interazione dei clienti che possono esprimere le loro opinioni, valutazioni, scelte.

Ma le relazioni che vengono in essere tramite i Social Network non possono essere basate che sulla credibilità, congruità e coerenza, ed effettuate con stile e Bon Ton, evitando flame e critiche, altrimenti si rischia di perdere la reputazione in un eco infinito per tutto il Web!

Per cui attenzione a pubblicare foto, commenti, documenti, che siano propri dell’azienda e quindi riservati, o procedere senza averne chiesto l’autorizzazione alle persone interessate, o peggio, pubblicando immagini rappresentanti momenti di folclore o ricreazione non consentiti dal dress code aziendale o dal buon gusto o dal Bon Ton!

Lasciato il posto di lavoro o licenziati, non ci si affretti a denigrare online l’azienda o gli ex-colleghi, divulgando magagne o segreti progetti futuri di cui si era a conoscenza.

Se, invece, si è un libero professionista, non è affatto bene pubblicare foto della propria vita privata dove si appare sbracati e poco seri, non fedeli al Brand che contraddistingue normalmente la propria reputazione sul lavoro.

E se si riferisce di avvenimenti accaduti, non si millantanti capacità e interventi risolutori effettuati, perché essere sbugiardati in Rete è come vedersi tornare indietro e addosso, con violenza, un boomerang che lanciato con superficialità o ignoranza.

  1. Forgiarsi al bello, all’arte, allo stile, in Italia, ve è immensa ed infinita possibilità, a partire da una visita ad un Museo, per esempio, gli “ Uffizi” oppure ai musei Vaticani.
  2. Al momento dell’acquisto, per esempio, di una borsetta di marca XY, piuttosto che di un’altra, si rifletta del perché. Perché si compra i biscotti W piuttosto che Z, per esempio, perché il loro packaging è rassicurante. Perché si acquista uno shampoo invece che un altro, per esempio, perché ci si sente in sintonia con i principi di difesa dell’ambiente propri dell’azienda produttrice.

Si acquista una marca di scarpe da ginnastica, per esempio, perché è l’azienda è “sinonimo” di sport per tempo libero.

R. Vacca – Come amministrare se stessi e presentarsi al mondo – Oscar Mondadori, 1983
R. Varvelli, M.L. Varvelli – Marketing di se stessi – Edizioni del Sole 24Ore, 1995
D. Andrusia, R. Haskins – Brand Yourself – Ballantine Books, (NY), 2000
F. D’Egidio – Il valore del brand per essere il nuomero 1 – Franco Angeli, 2005
A. Foglio – Il marketing personale – Franco Angeli, 2007
L. Centenaro – Personal Branding – Hoepli, 2010
D. Rampado – SELFBRAND – FrancoAngeli, 2010