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XXVIII Master CIBA

Ruolo della conoscenza e della formazione

Ruolo della conoscenza e della formazione

Prof. Marco Giannini

L’Autore
Il Prof. Marco Giannini è docente di Organizzazione aziendale e di Organizzazione delle aziende industriali presso la Facoltà di Economia dell’Università di Pisa, membro autorevole del Comitato Scientifico del Centro Studi Bancari Giuseppe Romano, da anni è parte del corpo docente del Master Intensivo in CBA organizzato da Eraclito 2000.

Introduzione:
Si può considerare oggi la conoscenza la chiave che muove l’evoluzione competitiva, “la pietra angolare “ su cui si basa il funzionamento stesso di un’organizzazione.

Secondo una recente definizione, la conoscenza è un mix di esperienze, valori, informazioni che definisce una sorta di “quadro” all’interno del quale valutare ed incorporare nuove esperienze ed informazioni.

In tale ottica essa si pone come uno dei fattori su cui far leva per raggiungere nuovi standard di efficienza ed efficacia, per meglio adattarsi al cambiamento o favorirlo, obiettivi questi propri non solo di ogni organizzazione all’interno della quale si può operare ma anche di ciascuna persona che, nell’attuale contesto di riferimento, voglia perseguire adeguati livelli di prestazione ed assumere un ruolo attivo nel suo lavoro.

Ognuno di noi deve porsi l’obiettivo di aggiornare e rinnovare continuamente il proprio bagaglio di conoscenze e, di conseguenza, importante cercare di cogliere tutte le occasioni di apprendimento che, in vario modo, si possono presentare lungo la nostra esperienza di lavoro.
Anche nella mia personale esperienza mi rendo continuamente conto dell’esigenza di aggiornare le mie conoscenze quale condizione per poter svolgere in modo più responsabile e consapevole la mia attività.

Importante è poter costruire il proprio bagaglio di conoscenze su una solida base che è frutto della propria esperienza scolastica, ricostruibile ripercorrendo il proprio curriculum studiorum.

Si parla, al riguardo di una cultura di base, rilevante non tanto sul piano nozionistico, ma piuttosto su quello metodologico per saper affrontare i problemi che la vita operativa ci presenta non sempre in modo prevedibile.
Alcuni elementi conoscitivi importanti, valutati anche in sede di selezione per entrare nel mondo del lavoro, sono i seguenti:

  • Conoscenze linguistiche ( Quale è il livello di conoscenza attuale? Come potrei migliorarlo?)
  • Conoscenze informatiche (Il computer è uno strumento di lavoro del quale devo essere in grado di coglierne le opportunità)
  • Stage/ tirocini formativi (momenti significativi per vivere un’esperienza operativa durante la quale poter confrontare le conoscenze apprese al livello scolastico)
  • Master e corsi di specializzazione (Occasioni di arricchimento delle proprie conoscenze se scelti in modo coerente con il proprio percorso di crescita professionale)

Rispetto a questo panorama di conoscenze, io devo valutare i miei punti di forza e debolezza, concentrandomi su quest’ultimi nella consapevolezza che le relative azioni potranno mettermi nelle migliori condizioni per essere protagonista di quella che oggi viene, non a caso, chiamata “società della conoscenza”.

In un recente passato, all’interno delle organizzazioni, la formazione tendeva sovente a configurarsi come fenomeno episodico e circoscritto, con interventi concentrati in particolari momenti quali quelli dell’assunzione, oppure erogati in occasione di riprogettazione organizzativa, svolgendo una funzione di supporto, finalizzata ad agevolare l’adeguamento alle mutate condizioni.

Attualmente, invece la formazione si configura come un processo permanente che persegue finalità molto più ampie che vanno dalla trasmissione di conoscenze specialistiche ad interventi centrati sulla capacità di assumere responsabilità progressivamente crescenti e sulla diffusione di un orientamento al problem solving.
Il carattere permanente della formazione spinge a dare impulso anche all’autoformazione, stimolando l’auto-apprendimento; rappresenta sicuramente, infatti,un grave errore ritenere che il periodo dell’apprendimento si esaurisca nel momento scolastico.

Importanti elementi su cui sono portato a riflettere risultano essere:

  • volontà di apprendimento
  • capacità di apprendimento

In ogni caso, dobbiamo ragionare sul fatto che la realtà organizzativa in cui vorremmo inserirci o siamo già inseriti ci richiede la disponibilità ad essere parte attiva di un processo formativo nel quale la stessa organizzazione ha deciso di investire significative risorse.
La stessa formazione si pone l’obiettivo di promuovere nelle persone quelle modalità di acquisizione del sapere e di ragionamento che possono consentire di accrescere la propria autonomia, soprattutto grazie alla valorizzazione delle capacità di apprendimento dei singoli soggetti.
La formazione può apportare un suo significativo contributo alla gestione delle conoscenze e ai processi di cambiamento organizzativo, a condizione di adottare essa stessa un’ottica di qualità, ove per qualità della formazione si può intendere la capacità della stessa di raggiungere (grazie ad adeguate metodologie, risorse materiali ed umane) in modo efficace ed efficiente gli obiettivi di apprendimento dei partecipanti al corso realizzato.

In tale ottica occorre riflettere, ipotizzando di aver avuto l’incarico di organizzare un percorso formativo, su alcuni aspetti critici:

  • l’azione formativa deve essere interpretata non come una somma di iniziative tra loro scoordinate, ma piuttosto in termini di un processo di lavoro (analisi dei bisogni formativi, progettazione dell’intervento formativo, realizzazione del corso, valutazione dei risultati) al quale contribuiscono diversi attori nei loro rispettivi ruoli ma con un obiettivo comune;
  • sviluppo di un approccio preventivo prestando particolare attenzione alle indicate attività di diagnosi dei bisogni e di loro progettazione;
  • mettere sotto controllo l’intero processo formativo nelle sue diverse fasi, cercando di valutare le ricadute sul piano delle situazioni operative di lavoro
  • collegare più strettamente le attività formative con gli obiettivi e le esigenze della realtà operativadove sono inserite le persone coinvolte, per avere dei benefici di ritorno più diretti ed immediati.
  • collegare le attività d’aula con le situazioni concrete di lavoro, sia portando la realtà operativa e gestionale all’interno dell’azione formativa e sia enfatizzando il trasferimento dei contenuti d’aula in comportamenti concreti
  • necessità di muoversi nell’ottica del miglioramento continuo ciò significa atteggiarsi positivamente nel recepire le indicazioni che possono emergere dai fatti concreti e, in caso di errori, analizzarli per migliorare il processo e modificare ciò che si è dimostrato inadeguato.

Si può, allora affermare che, nell’attuale “economia delle conoscenze”, i processi di apprendimento, se qualitativamente impostati, possono fungere da leve per garantire contenuti e competitività alle persone come alle organizzazioni.

Prova a scrivere il tuo curriculum in cui ricostruisci il tuo percorso di apprendimento (studi effettuati, corsi seguiti, esperienze di lavoro etc.): quali i tuoi punti di debolezza?
Prova poi a rispondere alle seguenti domande che ti sono poste da un selezionatore:

  • Quali sono gli aspetti più importanti da ricercare nella scelta di un lavoro?
  • Ipotizzando di ricevere contemporaneamente tre proposte di lavoro che, per aspetti contrattuali si equivalgono, quali criteri adotteresti per scegliere?
  • Quali sono i tuoi obbiettivi personali e professionali?
    quali sono a tuo avviso le caratteristiche/capacità importanti per aver successo in ambito professionale?
  • Parlami dei tuoi punti di forza e di debolezza.
  • In quali ambiti sei disposto a migliorarti?
  • Per quali motivi hai scelto il tuo indirizzo di studi ?

Auteri E., Management della risorse umane, Guerini, Mi, 2003

Baldassarre S., Qualità e progetto formativo, Angeli, Mi, 2003

Bonani G., La sfida del capitale intellettuale, Angeli, Mi, 2001

Cepollaro G., Competenze e formazione, Guerini, Mi, 2001

Giannini M., Attività formative, in De Qualitate, n. novembre 2003

Nonaka L., Takeuchi H., The Knowledge Creating Company, Oxford University Press, 1995

Rotondi M., Facilitare l’apprendere. Modi e persorsi per una formazione di qualità, Angeli, Mi, 2001

Ruta C.D., Turati C., Organizzare il Knowledge management, Egea, Mi, 2002