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XXVIII Master CIBA

Rendere al massimo parte II

Rendere al massimo parte II

RENDERE AL MASSIMO
dalla vela alla vita

Fabrizio Cusin

L’autore
Fabrizio Cusin
E’ Agente Generale di una primaria Compagnia di Assicurazione
Promotore finanziario di una Banca
Membro di una Commissione Risparmio Gestito del Gruppo Agenti di Assicurazione
Referente nazionale di una Progetto di sviluppo in compartecipazione con la propria Compagnia
Sindaco effettivo di un’Associazione Industriale
Sindaco supplente di Confindustria Toscana
Autore del libro: L’esame di promotore finanziario in breve, Felici Editori, 2003
Docente al Master intensivo in Comunicazione Banche e assicurazioni- Eraclito 2000
Membro della Direzione Didattica dell’Associazione Eraclito 2000

Proseguiamo nel nostro percorso con:
L’ INDIVIDUAZIONE DELLA STRATEGIA PERSONALE ATTRAVERSO LA MESSA A FUOCO DEI PROPRI OBIETTIVI.

“Puoi ottenere tutto quello che vuoi nella vita a patto che tu voglia investire il tempo, l’energia e l’impegno necessari” (Charles A. Garfield, Halz Zina Bennet)

La combinazioni di immagini mentali e di linguaggio danno luogo a una mappa mentale, a un programma di preparazione di training mentale. Non si tratta soltanto di stabilire un piano d’azione, ma anche di mettere insieme delle indicazioni precise per creare le immagini mentali e le frasi più efficaci possibili ai fini della riuscita della prestazione. La precisione e la profondità sono estremamente importanti. Le parole “devono essere utilizzate con la stessa precisione con cui il chirurgo maneggia il bisturi”.

FASE 1
Determinare la missione. Quali esperienze hanno particolarmente segnato la vostra volitività?
Benefici: scoprirete la filosofia personale e le ragioni che stanno alla base della vostra passione che può essere anche non sportiva.
Pensate a alla possibilità di individuare la vostra missione compilando una lista formando dei grappoli. Quali sono i vostri stati d’animo nei momenti in cui provate più piacere? Sono sensazioni legate alla vittoria? Si tratta di senso di pace della soddisfazione di fare qualcosa che vi riesce molto bene? Qual è stata l’influenza di altre persone? Avete qualche eroe ? C’è qualcuno nella vostra vita, un amico, un parente, un partner che abbia influito sul vostro interesse che non deve essere necessariamente sportivo? Infine sintetizzate tutte le vostre considerazioni in una frase che racchiuda la sostanza della vostra missione , non dimenticando quanto avete ricavato dalla prima lezione che costituisce una base insostituibile per il lavoro di definizione dell’obiettivo strategico. “ ho sempre avuto la sensazione di essere nato per fare qualcosa … Sono convinto che Dio mi ha dato delle qualità ed io sto solo cercando di esprimerle.” Carl Lewis “Chi non rischia non beve champagne” Valentin Mankin, entrambi vincitori di quattro medaglie d’oro olimpiche.

FASE 2
Determinare l’obiettivo strategico. Quali esperienze vi sono servite per stimolare la vostra missione? Benefici: questo esercizio vi chiarirà qual’è il vostro obiettivo e che cosa ne potrete ricavare . Scrivete tutti i motivi per cui volete raggiungerli, ai motivi pressanti che vi spingono a fare.
L’obiettivo strategico va distinto dalla missione. Esso svolge la funzione di un punto di riferimento privilegiato attraverso il quale esprimere e realizzare la vostra personale filosofia. E’ importante distinguere bene gli obiettivi finali da quelli temporanei. Come ho già detto io sono un velista dilettante; il mio obiettivo stagionale è riuscire a classificarmi bene e senza fatica; la mia missione è mantenermi in buona salute mentale poiché l’ansia che mi deriva in conseguenza della mia partecipazione è alta per il fatto che sento l’obbligo di ripetere le mie stagioni migliori (mi piace ricordare straordinari uomini della mia classe velica come Angelo Oneto e Paolo Viacava , rispettivamente 10 e 9 titoli nazionali, che nonostante ciò riescono a scrollarsi di dosso il peso dei loro primati ed a essere ancora vincenti). Un obiettivo a lungo termine dovrebbe essere chiaramente definito e incluso in una tabella con precise scadenze, dall’inizio alla fine del processo, tenendo presente che le soddisfazioni fanno parte del piano. Non dimenticate che la chiarezza con cui definite il vostro obiettivo è determinante ai fini delle vostre prestazioni. Maggiore sarà la chiarezza dell’individuo rispetto all’obiettivo da raggiungere, maggiore sarà anche la sua capacità di sopportare le fatiche e le difficoltà.

FASE 3
Determinare un piano di allenamento, Come potete realizzare in modo sistematico il vostro obiettivo?
Benefici: questo esercizio vi chiarirà come iniziare a sviluppare un programma concreto di allenamento che possa contribuire alla raccolta di quanto indicato nelle due precedenti fasi.

Nella carriera e negli affari
La tecnica della messa a fuoco degli obiettivi opportunamente applicata può portare a miglioramenti e a notevoli cambiamenti all’interno di un’organizzazione.
Se l’obiettivo strategico non viene suddiviso in più parti in cui il successo può essere misurato e verificato da tutti coloro che hanno contribuito a realizzarlo, il compito può apparire eccessivo e troppo arduo e quindi vengono meno le motivazioni.

Ma d’altra parte se gli obiettivi intermedi o i miglioramenti non sono sufficientemente impegnativi per le persone che devono realizzarli, queste ultime possono pensare che il loro è un lavoro di poco conto e avere la sensazione che non vi sia alcun progresso. Di conseguenza cala l’interesse, cadono le motivazioni e l’impegno nel progetto viene meno. Rispetto a ogni obiettivo strategico cercate di valutare attentamente sia il punto di partenza sia quello di arrivo.

Nella sfera personale
Quando si tratta di fare qualcosa per migliorare se stessi o la propria salute, ogni cambiamento sembra così costoso e irraggiungibile che si rimane frustati prima ancora di cominciare.

Per esempio se si tratta di perdere del peso, ciò che più scoraggia gli interessati è questo: essi decidono di voler apparire sottili e snelli ma, guardandosi allo specchio , vedono un orribile cintura di grasso intorno alla vita e si scoraggiano. L’immagine riflessa appare così penosamente lontana dal loro ideale che, a ogni verifica, rimangono sempre più delusi. Dato che per perdere, diciamo 5 kg, occorrono alcuni mesi, il numero delle volte di una persona che si guarda allo specchio ricavandone un senso di frustrazione è smisurato.

Mediante il metodo della definizione degli obiettivi si impara a misurare i progressi non dal confronto tra la situazione attuale e quella finale, ma dividendo l’intero percorso in obiettivi intermedi quantitativamente misurabili. Per esempio, ponendo come obiettivo quello di perdere, diciamo, mezzo kg la settimana per dieci settimane, i progressi non vengono più misurati in rapporto ad un ideale lontano, ma in base ad un obiettivo settimanale, che ha buone possibilità di essere raggiunto. L’impegno e la motivazione rimangono elevate perché la persona ha modo in questo caso di constatare dei risultati positivi e di apprezzare i propri sforzi.

La tecnica di definizione degli obiettivi ha aiutato migliaia di persone ad intraprendere dei programmi di esercizi , a cambiare le proprie abitudini, a ridurre la tensione, a ottenere l’ambita laurea, a cambiare alimentazione (particolarmente indicata è la dieta Montignac) e ancora.

Per quanto riguarda la mia vita professionale ho tratto enormi benefici dal metodo del grappolo. Costantemente ho la necessità di centrare campagne di vendita attraverso l’ausilio dei miei preziosi collaboratori. Obiettivi di produzione ci attanagliano e cerchiamo con il metodo del grappolo di rendere le cose più semplici e nello stesso tempo più piacevoli.
La mia sfera personale, nonché sportiva, riesce a trovare soluzioni attraverso l’utilizzo del metodo. Si tratta di un percorso silenzioso che scaturendomi spontaneamente mi regala grandi soddisfazioni.

Di seguito potrete incuriosirvi a leggere il mio diario e ritrovare quello che fu uno dei miei primi processi. Buon divertimento.
Diario

Bibliografia e suggerimenti di lettura

(1986) Charles A. Garfield, Halz Zina Bennet “Rendere al massimo”
(2000) Rex Johnson, David Swindley “Il manuale del vincitore”
(2003) Gay Henddricks “Life and Golf “
(1988) Joe levey “ L’arte del rilassamento della concentrazione e della meditazione”
(2008) Francesca Lodigiani “Compagno Vela, compagno Valentino” Fare Vela
(2007) Dimagrire per sempre mangiando normalmente – Michel Montignac

Siti web raccomandati:

http://www.centrovalentinmankin.it/
www.dinghy.it
http://it.youtube.com/dinghy12p