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XXVIII Master CIBA

Relazione Umana

Relazione Umana

Introduzione

Per varie occasioni, in questi ultimi tempi, sto riflettendo sul tema della RELAZIONE, vuoi per motivi professionali, vuoi per la costante immersione in rapporti con le persone.
Esco da una esperienza entusiasmante di Master centrata sulla relazione intensiva, per un mese intero ho beneficiato di un gruppo di trenta allievi, italiani e stranieri, che hanno lavorato insieme a me e ad un team esperto di docenti, partendo proprio dal comprendere che la relazione è al centro della nostra esistenza e che una maggiore consapevolezza dei sistemi relazionali è il viatico necessario per un coerente percorso di crescita umana(1).
Non siamo “indipendenti”ma” interconnessi”, i processi umani sono interattivi e relazionali di per sé, è una loro essenziale qualità.

Eppure, se solo prestiamo attenzione alla nostra comunicazione e osserviamo l’incipit dei nostri discorsi:
Io, io, io , io,io……… e TU?

Bisogna partire dall’ASCOLTO di noi stessi, dal nostro fraseggio quotidiano, registrando le abitudini semantiche che denunciano una mancanza di conoscenze sulla relazione.

Quante volte comunichiamo con modalità narcisistiche, con Io penso,io credo, sostengo,io…e dietro alla semplice espressione verbale si radica la rigidità del punto di vista, vedo così il problema, la situazione, dunque è così, senza alcuna alternativa.

Entriamo più in argomento e vediamo cosa ci riserva il concetto vitale “relazione”.
Nell’accezione generale il termine “relazione” è utilizzato per indicare un rapporto o un collegamento di qualsiasi genere tra due o più enti (2).

Il campo si circoscrive quando parliamo di relazione umana. Il nostro umano agire si colloca e prende significato sempre e soltanto nel contesto di una relazione.

La relazione, in tal caso, è il rapporto in cui si fa esperienza dell’altro. Socrate affermava che non si è uomini se non tra uomini. Aristotele sottolineava che l’uomo è un animale sociale, i testi sacri evidenziano il carattere relazionale della creatura “non è bene che l’uomo – uomo e donna -sia solo:gli voglio fare un aiuto che gli sia simile”Gen.2,18

Note:

  1. Dirigo dal 1997 il Master Intensivo in Comunicazione Impresa Banche e Assicurazioni,organizzato da Eraclito 2000,a Pisa. Il Master vanta venti anni di ininterrotta attività costellati dai tanti successi personali degli allievi che lo hanno frequentato.
  2. Si veda come Aristotele indicasse la relazione tra le dieci categorie, categoria che aveva un significato soltanto se riferita a sostanze;Locke riteneva le relazioni fondamento delle idee complesse, per Kant esse avevano un valore costitutivo. Ad oggi possiamo constatare che applichiamo il concetto di relazione in tutte le scienze.

Perché la relazione sia definibile umana bisogna che sussista il carattere dell’intersoggettività e cioè che si realizzi un rapporto nel quale ciascuno comprende che l’altro è un soggetto “unico”
Questo comporta che ogni rapporto interpersonale è unico e come tale lo si deve vivere (3).

Ogni persona è unica e sacra, da ciò deriva la sacralità dell’incontro.

Se guardiamo all’etimologia della parola relazione ci accorgiamo che è ricolma di fascino, la derivazione è dal latino, relatio- relationis (relazione, esposizione,narrazione, racconto), ma più nel dettaglio, da refero, refers retuli, relatum,referre,dove il verbo è composto da re -ora,indietro- e fero portare.

Allora possiamo affermare che nella parola relazione è palpabile l’idea di confronto,paragone, rapporto, ma ancor più coinvolgente e direi che è l’aspetto di maggior interesse, è il significato del portare.

Portare se stessi, portare qualcosa di materiale o spirituale, ed in senso più ampio, dare e ricevere.

Note:

3 Cfr D.Pardini,In strada.Percorsi di sviluppo personale, Ed. La Parola, p.54 e seguenti

La relazione umana ha la sua radice nel gesto concreto dell’ascolto, gesto verso l’altro, come scrive Bianchi (4) “ascoltare la presenza dell’altro innanzitutto, prima ancora delle sue parole,e cercare di percepire qual’è il suo bisogno. Ascoltare significa dare tempo per l’altro e dare la parola all’ altro. E’ disporsi a un’accoglienza profonda dell’altro mediante il dono della propria presenza cordiale e recettiva. E’ dire un radicale sì all’altro e rimettersi a lui consentendogli di dirsi, di condividere la propria storia narrandola.”

Lo psicologo Golemann (5) parla di arte raffinata delle relazioni : noi trasmettiamo e captiamo gli stati d’animo in una continua interazione reciproca, un’economia sotterranea della psiche nella quale alcuni incontri si rivelano tossici ed altri corroboranti, i sentimenti degli altri ci contagiano proprio come se si trattasse di virus sociali.

Il filosofo Lévinas (6) spiega straordinariamente il rapporto tra io e tu.
Il rapporto tra l’io e il tu vuol dire che l’io si pone di fronte a qualcosa di esterno, qualcosa che è altro da me e lo conferma come tale.
La conferma dell’alterità comporta concretamente il volgersi verso l’altro per dire a lui “tu“.

Calandosi nel concreto di una nostra giornata qualsiasi scopriamo che l’alterità si fa incontro attento nello sguardo delle persone che avviciniamo, si fa l’ascolto pieno delle parole che ci vengono rivolte, diviene lettura dei bisogni dell’altro attraverso il tono della voce o di un gesto, diviene apprezzamento di un comportamento altrui.

Rogers, grande psicoterapeuta ma soprattutto persona di elevate qualità umane, si poneva nei confronti dell’altro con calore ed attenzione non giudicante, mostrando un ri-conoscimento positivo e incondizionato.

Una relazione, nel senso più pieno, diviene quindi responsabilità di un io verso un tu:
“essere al mondo, per quello che ho potuto capire, è quando ti è affidata una persona e tu ne sei responsabile e allo stesso tempo tu sei affidato a quella persona ed essa è responsabile per te (7).”

Può essere utilissima la precisazione esperta di Boadella : “prendersi cura non significa solidarietà sentimentale ma capacità di far nascere nell’altro un’esperienza di essere tenuto, la quale possa incoraggiarlo a trovare la propria voce e a stare saldo al terreno” (8).

Nella nostra società avanzata, attualmente si discute sul “ gigantesco fallimento relazionale”.
Le persone avvertono il problema della solitudine sociale e personale unita alla scarsa qualità delle relazioni. La società di mercato ha progressivamente divorato la coesione sociale. Si parla di una nuova povertà la c.d.”povertà relazionale” (9).

Note:

4. E.Bianchi, fondatore e Priore della Comunità Monastica di Bose, in Ero Straniero e mi avete ospitato, Ed. Rizzoli.

5. D.Golemann,psicologo americano,collaboratore scientifico del New York Times, cfr. a Intelligenza emotiva , Ed.Mondadori.

6. E.Lévinas ,filosofo ebreo, di origine lituana, 1905-1995, cfr Umanesimo dell’altro uomo, Il Melagolo

7. E.De Luca, Non ora ,non qui”, Feltrinelli

8. Cfr.La psicoterapia del corpo, D.Boadella,J.Liss,Astrolabio, p.162

9. Cfr. Felicità ed economia, Guerrini e Associati,a cura di L.Bruni e P.L.Porta, si legga il saggio di S.Bartolini,”Una spiegazione della fretta e dell’infelicità contemporanee”, p.228 e seguenti

Un esercizio interessantissimo è quello di mettere il nostro nome al centro di un foglio bianco e far partire a raggiera delle linee-relazioni colorate. Consiglio di usare il colore anche simbolicamente , il rosso per un rapporto coinvolgente, il verde per un rapporto fertile e rassicurante … elaborando una legenda personale dei colori.
Poi osservate il vostro “ sole relazionale” e riflettete sul risultato.

Se ognuno di noi guarda la propria vita in controluce scopre che essa è uno schema intricato di relazioni, bene esprime l’idea Saint Exupery (10)
“ L’uomo non è che una rete di relazioni e solo queste gli importano “

Note:
10 A. De Saint-Exupery, autore francese , conosciuto in tutto il mondo per il suo capolavoro Il piccolo principe, tradotto in 150 lingue, 1900-1944

In strada. Percorsi di sviluppo personale, Diana Pardini, La Parola (manuale sullo sviluppo personale, incentrato sulla relazione umana)

Uno e diverso, S. Bernicchi D.Pardini, ZonaFranca (piccolo saggio sul valore inestimabile dell’Altro)

La relazione al centro, G.Barrett-Lennard, La Meridiana (testo interessantissimo, contributo di rilievo sulla relazione interpersonale)

Il cammino dell’uomo ,Martin Buber, Ed.Qiqajon Comunità di Bose (lettura fondativa)

Il marketing di se stessi, R.Varvelli e M. Varvelli, Ed. Il Sole 24Ore (interessante e di taglio manageriale)

Il libro della saggezza e delle virtù ritrovate, J.Guitton Ed. Piemme (testo di alto spessore culturale ed spirituale , ottimo)

L’impronta dell’anima, Marc Gafni, Mondatori (percorso interessante di ricerca personale)

Io e gli altri, Ronald D. Laing, Sansoni Editore (analisi del rapporto con l’altro di taglio psicanalitico)

Intelligenza emotiva, Daniel Goleman, BUR ( interessante l’attenzione alla sfera emotiva delle relazioni umane)

Alla ricerca di un significato della vita Viktor E. Frankl , Mursia ( ottimo testo , spunti forti sulla relazione umana)

Felicità ed economia,Quando il benessere è ben vivere, a cura di Luigino Bruni e Pier Luigi Porta, Ed. Guerrini e Associati (testo interessantissimo sul futuro delle relazioni umane)

Diana Pardini, studi classici, due lauree, una in Giurisprudenza e una in Scienze della Formazione, un perfezionamento in Filosofia del diritto e, soprattutto, tanta pratica di umano nel volontariato e nell’associazionismo.

Da venti anni svolge attività di direzione e di formazione presso l’Associazione Culturale Eraclito 2000 di Pisa ed il Centro Studi Bancari G.Romano M.Montioni di Spoleto.

Ha pubblicato articoli a contenuto giuridico, culturale e formativo, sia in testi che in riviste di settore anche on line.

Tra le sue pubblicazioni il manuale In strada. Percorsi di sviluppo personale, Ed. La Parola, Roma e il libro Uno e Diverso, con Sonia Bernicchi, Ed. Zona Franca, Lucca.