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XXVIII Master CIBA

Le competenze nel lavoro

Le competenze nel mondo del lavoro: conoscerle per promuoverle

Prof.ssa Diana Pardini

Introduzione:
Sempre più competenti, sempre più specializzati, un mondo del lavoro in continuo cambiamento con i suoi imperativi categorici concentrati sulla formazione.
Una realtà dai tratti nevrotici ed aggressivi che impone di correre per accumulare competenze con modalità sommative, corso su corso, titolo su titolo.

Vorrei fare chiarezza sulle competenze perché è necessario capire bene quali competenze sono essenziali per entrare e crescere nel mondo del lavoro, per poi puntare il dito su quelle vincenti.

In buona sostanza vorrei rispondere alla domanda: “Competenti in cosa? Cosa dobbiamo assolutamente saper fare?”

Un’idea di competenza ce l’abbiamo tutti ed è intuitivamente comprensibile, tutti siamo in grado di qualificare una persona competente; ad esempio: il Dott. Tizio è un medico molto competente, sempre disponibile, informato, aggiornato sulle ultime novità in campo medico, attento alla diagnosi e alla cura.
In ambito formativo ed imprenditoriale con il termine competenza si allude a concreti savoir faire che sono il risultato di un insieme di conoscenze, capacità e abilità.

In italiano il termine competenza traduce l’inglese competency, mentre la parola capacità non rende in maniera completa il concetto.
Infatti le competenze sono intese come comportamenti reali ed osservabili mentre le capacità sono considerate come possibilità di riuscita nell’esecuzione di un compito. Si pensi alla frase “hai le capacità per …” dove è facile cogliere la sfumatura della possibilità.

La competenza è sicuramente una caratteristica personale, parte integrante e duratura della personalità di un individuo, tanto da poter causare o predire un comportamento e risultati ottenuti.

Quindi, per avere una competenza, dobbiamo riscontrare due caratteristiche importanti: la ripetibilità nel tempoe il mantenimento della qualità. La competenza diviene così un attributo stabile del soggetto.

Credo che la cosa più interessante da sapere per rispondere al nostro interrogativo iniziale è che ci sono due tipidi competenze: le competenze di superficie, più facili da sviluppare e quelle profonde, promuovibili con esperienze positive di gruppo.

La teoria di riferimento per questa distinzione è il cd “modello iceberg della personalità” che la dice lunga sulle competenze.

Tale teoria sostiene che le competenze relative alla conoscenza di determinate discipline o temi specifici, oppure certe capacità cognitive come la capacità di analisi e la capacità concettuale, o ancora le competenze di natura tecnica, costituiscono quella che è la parte emergente dell’iceberg e sono denominate competenze di superficie. Esse si acquisiscono e si sviluppano agevolmente e con una buona formazione professionale si possono anche incrementare.

Altra cosa sono le competenze profonde, rappresentate dalla parte nascosta dell’iceberg.
Si tratta delle motivazioni (moti e spinte interiori che inducono una persona ad agire), l’immagine di sé (atteggiamenti, valori, concetto di sé, autostima, comunicazione interiore), le capacità relazionali (ascolto profondo ed empatia).
Sicuramente sono più difficili sia da riconoscere che da sviluppare.

Proprio su queste competenze dobbiamo concentrare la nostra attenzione.
Quando preparo una Commissione per la selezione di risorse umane, il primo riferimento che indico è quello relativo al “curriculum della scienza del sé” di K.Stone e H.Dillehunt che ho trovato anni fa in appendice al bellissimo libro di Daniel Goleman intitolato “Intelligenza emotiva”.

Il curriculum vitae della scienza del sé, si compone di elementi quali l’autoconsapevolezza, la decisione personale, il controllo dei sentimenti e dello stress, l’ empatia, la sicurezza di sé, la risoluzione dei conflitti ed altre capacità che si riconducono alle competenze profonde.

Nell’esperienza ho riscontrato il valore di una valutazione attenta di tali componenti: una persona altamente motivata sarà disponibile a costruirsi un bagaglio tecnico-pratico, sarà interessata ad apprendere nozioni; una persona consapevole saprà prendere le misure nel contesto professionale in cui sarà inserita, una persona empatica riuscirà a costruire rapporti interpersonali positivi, essenziali per lavorare in team, per risolvere problemi ed elaborare strategie.

E’ sulle competenze profonde che devono scommettere le moderne organizzazioni, ma non solo. Anche il giovane laureato che si accinge all’ingresso nel mondo del lavoro, anche il lavoratore già inserito, anche chi intende riqualificarsi, deve rivolgersi con vivo interesse a queste competenze che sono quelle che riescono a fare la differenza nel mondo aziendale.

Per quanto riguarda invece un quadro più generale, vorrei sinteticamente indicare quelle che possono ritenersi le competenze fondamentali per lavorare e muoversi nel mercato del lavoro europeo ed internazionale, così da poterle utilizzare per un esercizio di auto-valutazione

1. Comunicare nella lingua madre, correttamente, con chiarezza espositiva, formulando in modo comprensibile ed univoco concetti ed opinioni, esprimendosi in maniera diretta senza utilizzare luoghi comuni.

2. Comunicare in lingue straniere, con la disinvoltura di chi le ha praticate in loco.

3. Conoscere la matematica: operazioni, percentuali, pesi, misure. Concetti e teoremi di geometria, algebra. Possedere una preparazione scientifica e tecnologica ( uso operativo di dati, macchinari e attrezzature)

4. Auto-apprendimento: gestione delle informazioni, gestione del tempo, capacità di concentrazione ed analisi critica.

5. Competenze interpersonali (capacità di relazione, empatia, ascolto), competenze interculturali e sociali

6 .Imprenditorialità a tutto tondo, partendo necessariamente dall’essere manager di se stessi

7. Sensibilità culturale: musica, arte, sport, letteratura

Un Esercizio
Utilizzate lo schema delle sette competenze del paragrafo precedente come uno “specchio”, confrontatevi con ogni singola competenza e chiedetevi con chiarezza: a che punto sono? Lavorate con impegno e cura su quelle competenze che ritenete meno consolidate e riservate attenzione anche a quelle nelle quali vi sentite forti, anche esse devono essere mantenute ed affinate. Pensate alle sette competenze come a sette pianticelle da accudire, non deve mai mancare il nutrimento, l’acqua, il concime, le piante devono radicarsi ma anche andare in alto con rami e foglie, sviluppate questa metafora, lavorate al vostro giardino.

Una Riflessione
In ultimo una bella storia su cui riflettere…
Le storie sono importanti non solo per i bambini ma anche per gli adulti. Le storie entrano dentro la persona secondo modalità diverse e profonde, avrete l’occasione di trarne un significato personale che chiude queste considerazioni e ne apre altre in ognuno di voi.

Il più piccolo degli dei
“Gli dèi crearono gli esseri umani, ma non molto tempo dopo si resero conto del loro errore, quelle creature erano così abili, capaci, piene di curiosità e di spirito di iniziativa che era solo questione di tempo: prima o poi avrebbero tentato di sfidare lo loro supremazia.
Gli dei convocarono una grande riunione per discutere come assicurarsi la propria superiorità. Erano presenti dei di tutti i mondi conosciuti e sconosciuti. Il dibattito fu lungo, dettagliato e approfondito.
Tutti gli dei avevano le idee molto chiare rispetto ad una cosa: la differenza tra loro e i mortali consisteva nelle diverse risorse che possedevano. Mentre gli umani avevano i loro ego e si lasciavano attirare dagli aspetti esteriori, materiali del mondo, gli dei al contrario, avevano spirito, anima e comprensione del funzionamento del loro sé.
Il pericolo consisteva nel fatto che prima o poi gli umani avrebbero voluto avere quelle stesse qualità.
Gli dei decisero di nascondere le loro preziose risorse, ma la domanda era: dove? questo era il motivo per cui il dibattito della grande Conferenza degli dei durò a lungo e fu molto serrato.
Alcuni suggerirono di nascondere quelle risorse in cima alla più alta montagna, ma si resero conto che presto o tardi, gli umani avrebbero scalato anche quel monte. Il più profondo abisso del più profondo oceano sarebbe stato scoperto.
Gallerie sarebbero state scavate nelle viscere della terra.
Le più impenetrabili giungle avrebbero finito per svelare i loro segreti.
Uccelli meccanici sarebbero arrivati ad esplorare il cielo e lo spazio.
La luna e i pianeti sarebbero diventati mete turistiche.
Così, anche il più saggio e creativo degli dei ammutolì, come se tutte le strade fossero state percorse senza trovare soluzione.
Finchè il più piccolo degli dei che era stato in silenzio fino a quel momento, parlò:
“Perché non nascondiamo queste risorse dentro ad ognuno degli esseri umani? Non penseranno mai di cercarle lì.”
Peter McNab

– Competenze nel lavoro, L.M.Spencer , S.M. Spencer, Franco Angeli
– Il modello delle competenze , W.Levati, M.V. Sarao, Franco, Angeli
– La formazione in impresa: nuove frontiere in Europa, a cura di Lilia Infelice, Franco Angeli
– I saperi dell’educazione, F.Cambi, P.Orefice, D. Ragazzini, La Nuova Italia
– Il tuo curriculum vitae, B.Demi, R.Santonocito, Il Sole 24 Ore Libri
 Il marketing di se stessi, R.Varvelli, L. Varvelli Il Sole 24 Ore Libri
– Lavorare positivo, R.Varvelli, M.Varvelli, Il Sole 24 Ore Libri
– Lavorare con intelligenza emotiva, D.Goleman, Rizzoli
– Motivarsi e motivare, E.Bonicelli, A.Comari Il Sole 24 Ore Libri
– Io e gli altri, R.D.Laing, Sansoni Editore
– Vivere, amare, capirsi, L.Buscaglia, Mondatori
– Le parole portano lontano, N.Owen, Ponte alle Grazie