logo

347-8840534 segreteria@eraclito2000.it

XXVIII Master CIBA

L’autosservazione

L’autosservazione

Dott.ssa Maria Cristina Impagnatiello

L’autrice
La Dott.ssa Maria Cristina Impagnatiello è laureata in Lingue e Letterature straniere e in Letterature e Filologie europee presso l’Università degli studi di Pisa. Di origini pugliesi, vive a Pisa da 7 anni. E’ amante della letteratura, in particolare adora i grandi romanzi dell’800 e la letteratura americana del ‘900. Scrive per passione, soprattutto racconti brevi (due dei quali sono stati pubblicati sulla rivista online Giuditta – N°2), e ultimamente si sta dedicando alla stesura di un romanzo.

Introduzione
“Ah, cara Anima coraggiosa…
…Vieni siediti accanto a me un pochino. Ecco, ritagliamoci un po’ di tempo dalle <>. Abbiamo tempo per farle tutte più tardi. Ti posso assicurare che in quel giorno lontano in cui giungeremo alla porta del paradiso non ci verrà chiesto con quanta cura abbiamo spolverato le crepe del marciapiede. Bensì con quanta profondità abbiamo deciso di vivere, e non da quante <> stupidaggini ci siamo fatti seppellire.” (Clarissa Pinkola Estés).

Ognuno ha le sue priorità. Appena mi sveglio, ogni mattina, cerco di programmare con cura tutte le cose da fare, in modo che ogni elemento abbia una sua collocazione temporale, e che a fine giornata non rimanga nulla di svogliatamente dimenticato. E così, giorno dopo giorno, ci dividiamo tra lavoro, affetti e passatempi, cercando di creare il giusto equilibrio tra il dovere e il piacere; e questo non è che il migliore dei casi. Esistono anche giorni in cui siamo talmente sormontati dalle “cose da fare”, che non facciamo nulla in maniera opportuna e soddisfacente, e a sera rimaniamo insoddisfatti e con un senso di vuota incompletezza.

Non sempre si ha voglia di programmare la nostra vita, e c’è qualcosa di comprensibile in questo atteggiamento. Tuttavia esiste un processo che dovrebbe essere una costante nei giorni che viviamo, ovvero i minuti che dedichiamo a noi stessi; non tanto alla cura corporea e culturale, anch’essa senza dubbio importante; ma piuttosto ad una riflessione profonda ed autentica, che scandagli l’immenso fondale che è in noi e ci riveli qualcosa in più sulla nostra reale essenza.

Contrariamente alla corrente odierna che ci vuole intrappolati in un miscuglio di attività diverse e soffocanti, ciò che è veramente importante è cercare di ritagliarci dei momenti per noi, durante i quali bisogna tentare di ricollegarci al nostro sé, alla nostra essenza assopita e sottovalutata, trascurata.
Come si può creare la solitudine? Con la meditazione, una passeggiata, con la contemplazione, o la preghiera; e non è impossibile crearla quando ci troviamo tra altre persone, in un’aula, su un treno, in aeroporto, ovunque, cercando di spegnere tutte le distrazioni e ritagliandoci un luogo virtuale tutto nostro, invisibile agli altri ma reale per noi.
“Non è difficile a farsi, il difficile è rammentarsi di farlo” (Clarissa Pinkola Estés).

Ora che abbiamo creato la nostra solitudine, dedichiamoci alla riflessione e cerchiamo di raggiungere il sé, perché ampliando la nostra coscienza, la conoscenza che abbiamo di noi stessi, riusciremo poi a rapportarci diversamente rispetto a tutto il resto, a ciò che affrontiamo nel nostro quotidiano. Saranno ampliate le nostre capacità, e soprattutto la nostra sensibilità percettiva. “I pesci piccoli nuotano in superficie, quelli grossi in profondità. Se riesci ad espandere il bacino in cui peschi – la tua coscienza – puoi prendere pesci più grossi” (David Lynch).

Perché tutto ciò appare come necessario?
Nella maggioranza dei casi viviamo come sonnambuli. E’ inutile negarlo; è ciò che accade. Come in una fase empirica, viviamo rifiutandoci inconsapevolmente di svegliarci. Lasciamo che la vita e gli eventi decidano per noi stessi, diventando partecipanti passivi della nostra stessa esistenza. Come trasportati da una marea. L’assurdo è che il più delle volte non ne siamo nemmeno consapevoli.
C’è una storia che racconta di un leone che si imbattè in un gregge, e notò con sorpresa che fra le pecore c’era un altro leone. Dunque gli si avvicinò e gli chiese:
“Leone, cosa fai in mezzo alle pecore?”
E il leone-pecora rispose: “Ma io sono una pecora!”
Allora il leone portò il leone-pecora davanti ad un ruscello e gli chiese di specchiarsi, in modo che potesse capire ciò che era veramente. Quando il leone pecora vide il proprio riflesso nell’acqua emise un ruggito e fuggì.
Bisogna svegliarsi e questo risveglio può spaventare, perché scopriremmo cose di noi stessi che ci erano sconosciute. Ma occorre farlo se non vogliamo trascorrere l’intera esistenza vivendo da pecore.
Quindi il primo passo è svegliarsi, raggiungere la consapevolezza di essere addormentati. E per farlo è necessaria autosservazione. “Qual è la cosa più importante in assoluto? Si chiama autosservazione. Nessuno può darvi una mano, in questo. Nessuno può fornirvi un metodo. Nessuno può mostrarvi una tecnica. Nel momento in cui si apprende una tecnica, si diviene nuovamente programmati. Ma l’autosservazione – cioè il guardare se stessi – è importante. Non significa essere assorti nei propri problemi, essere preoccupati di sé. Non è di questo che sto parlando: parlo dell’autosservazione. E cosa sarebbe? Significa osservare tutto ciò che è all’interno di noi stessi e intorno a noi, fino al punto più estremo, e osservarlo come se accadesse a qualcun altro” (Anthony De Mello).
Solo così possiamo analizzare oggettivamente ciò che siamo e comprenderci senza il filtro delle emozioni, liberandoci dalle etichette che affibbiamo a noi stessi e agli altri; problemi in apparenza enormi diventano leggeri e ridicoli se osservati dall’esterno. E’ così che la riflessione può diventare anche uno strumento per raggiungere la felicità, la conoscenza è lo strumento per essere felici: comprendere le cose per come sono realmente, ci consente di dar loro il giusto valore, e di non permettere a ciò che è male di scalfirci profondamente.

Vi svelerò un mio piccolo e semplice segreto. E’ un procedimento che adopero quando sono sola e voglio raggiungere un pieno connubio con me stessa.
Scegliete un posto; un luogo tranquillo, silenzioso, preferibilmente en plein air; e, possibilmente, spegnete il cellulare! Portate con voi del materiale adatto ad una qualsivoglia creazione: carta, matite colorate, una penna, della plastilina, qualsiasi cosa che vi permetta di creare.
Ora chiudete gli occhi e concentratevi. Fate a meno della vista, e concedete la vostra attenzione agli altri sensi, spesso poco sfruttati. Provate ad “ascoltare” gli odori, e a percepire i suoni in maniera sensibile: cosa vi provocano? Quali sensazioni, quali ricordi vi vengono in mente? Respirate misurando l’aria, fate entrare ciò che vi circonda dentro di voi e raccogliete l’energia che ne deriva. Ora concentratela nelle vostre mani, diventate uno strumento fra l’ambiente e la vostra futura creazione.
E create, date forma alle vostre emozioni, partendo dalle sensazioni sensoriali.
Il risultato potrebbe svelarvi qualcosa di voi stessi che vi sorprenderà. Provare per credere!

E’ quindi essenziale per ogni individuo dedicare del tempo all’autosservazione, alla riflessione personale.
Ogni essere umano è un oceano poco esplorato, non dagli altri ma da se stessi. Conoscere se stessi è ciò che di più importante possa esistere, ma ciò viene sottovalutato o ignorato completamente. Comprendendo la nostra essenza più profonda, saremo in grado di vivere meglio, perché riusciremo a sviluppare la nostra empatia, e soprattutto riusciremo a vivere davvero.
“Il bello della meditazione è che diventi sempre più te stesso” (David Lynch). Se non si è se stessi, se non si è consapevoli di se stessi, si vive addormentati, ed è come aleggiare in un sogno perenne.

Anthony De Mello, Messaggio per un’aquila che si crede un pollo, Piemme Bestseller (una guida leggera e spiritosa utile per il risveglio della coscienza);

David Lynch, In acque profonde – Meditazione e creatività, Piccola biblioteca Oscar Mondadori (l’esempio di un noto regista cinematografico che ha fatto della meditazione e della riflessione personale una strategia di vita);

Henry Miller, Una tortura deliziosa – Pagine sull’arte di scrivere, Minimum Fax (raccolta di estratti dalle opere di uno scrittore americano che ha costantemente fatto uso dell’introspezione nelle sue opere);

Clarissa Pinkola Estés, Donne che corrono coi lupi, Frassinelli (vero e proprio manuale per la riscoperta di se stessi);

Clarissa Pinkola Estés, Storie di donne selvagge, Frassinelli, (sulla scia del suo primo successo, piccole pillole di saggezza che aiutano a vivere meglio).