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XXVIII Master CIBA

La motivazione

La motivazione

Dott.ssa Rosy Alaia

L’Autore

Napoletana di nascita e di formazione, la Dott.ssa Rosy Alaia, vive e lavora a Milano, dove si occupa di revisione contabile, controllo di gestione e pianificazione strategica per lo sviluppo di nuovi prodotti.

Ex allieva del Master CBA organizzato dall’Associazione Eraclito 2000, fa parte del corpo docente dello stesso a partire dal 2007.
E’ musicista diplomata in Pianoforte presso il Conservatorio di Salerno e svolge privatamente attività didattica. Dipinge e disegna.
Tutte le fotografie, che costituiscono parte integrante del testo, sono state scattate dall’autrice durante i suoi viaggi.

Introduzione
Tempo fa ho letto un libro in cui un ragazzo ventenne, da studente milanese, decide di inseguire il suo sogno per andare a vivere in Giappone alla scuola di Masahiko Kimura, uno dei più grandi maestri bonsai.
La storia è divertente, originale e, soprattutto, reale.

Quanto deve essere forte una motivazione per spingere ad un gesto così radicale, ad un taglio con la propria vita?
E soprattutto: non è detto che una forte motivazione sia necessaria solo per scelte di grande impatto.

La motivazione è anche nei nostri piccoli passi, è riflessa nei nostri gesti, nelle nostre parole, in fondo ai nostri occhi. E proprio in questo senso essa ruota intorno all’elemento centrale che ne costituisce il perno: la persona stessa.

L’etimologia della parola svela immediatamente gli elementi distintivi della “motivazione”: ciò che spinge l’essere umano ad agire.

Interrogarsi sulla motivazione è chideresi il “perchè” delle azioni.

Tutte le forme di motivazione, siano esse biologiche o psicologico-affettive, implicano sempre la mobilitazione di una quantità più o meno grande di energia per il conseguimento di uno scopo.
Oltre alla componente energetica di attivazione, la motivazione svolge anche una funzione direzionale di orientamento di specifici comportamenti.

Pertanto, il comportamento motivato è caratterizzato dalla presenza di tre fattori:

  • mobilitazione di energia (se è molta, la motivazione è molto forte);
  • persistenza (se c’è reiterazione, nonostante sforzi e insuccessi, la motivazione è molto intensa);
  • variabilità (lo scopo non raggiunto, può esserlo modificando il comportamento o i mezzi).

Non sempre però accade che l’inizio, la direzione, l’intensità e la persisitenza di determinati comportamenti siano chiari ed evidenti alle persone stesse.
E’ per questo che la motivazione deve essere indagata e ricercata, mettendo in atto un comportamento positivo di crescita personale.

Ogni qualvolta si è alla ricerca di un lavoro, prima o poi arriva il momento in cui ci si sente chiedere: perchè la nostra azienda? perchè questa posizione? perchè vuole cambiare?

Soprattutto nelle prime esperienze di questo tipo i giovani si trovano impreparati.
Dentro di loro pensano: “io vorrei solo trovare un lavoro. Perchè devo condurre questa sorta di recita?”.

In realtà, e ciò è realizzabile nei paesi con maggiori opportunità lavorative, quelle domande bisognerebbe farle a se stessi, prima di iniziare un percorso di cambiamento e crescita, quale quello lavorativo.
La domanda, e soprattutto la ricerca della risposta, ci aiuteranno e ci sosterranno nei momenti in cui avremo dei dubbi su quello che stiamo facendo o ci sembra di non avere più la forza per farlo.
Quella risposta, se l’avremo cercata e indagata abbastanza, sarà lì a sostenerci per farci andare avanti, oppure a spingerci altrove, se non trova più collocazione e coerenza nella nostra realtà.

La motivazione è sempre importante, non solo nelle scelte lavorative. Lo è se si vuole fare un master di specializzazione, o un programma di volontariato, o anche se si intraprende un discorso di fede.

In alcuni casi la ricerca di una motivazione, ci viene imposta dall’esterno, e quindi la si considera una forzatura.
In realtà, tale ricerca dovrebbe essere benvenuta e accolta con calore, qualsiasi sia il motivo per cui viene intrapresa.

La motivazione al lavoro è oggi considerata un fattore chiave non solo in fase di assunzione, ma anche e soprattutto successivamente, nella crescita all’interno delle organizzazioni.

Si richiede che le persone siano cariche, disponibili a investire, “motivate” nel loro lavoro, per poter rendere al massimo.
In molte aziende, attente alle performance dei singoli individui, è diffusa la pratica delle valutazioni annuali, una sorta di “analisi” dell’individuo lavorativamente inteso. Si tratta di vere e proprie schede, che tendono a quantificare le attitudini e i progressi dei singoli individui, quali la capacità di lavorare in team, le conoscenze techiche, la gestione dei conflitti, l’orientamento al cliente, il raggiungimento degli obiettivi, la motivazione. Di solito tali schede vengono discusse fra valutatore e valutato, prima di essere inviate al Dipartimento Risorse Umane.

Una valutazione ricevuta a lavoro mi ha fatto particolarmente riflettere sul tema dell’auto-motivazione.
Nell’incontro di condivisione con il mio resposabile, nel campo destinato alla motivazione, leggevo semplicemente: self-motived.
Il mio responsabile, nel difficile compito della valutazione della mia performance annuale, piuttosto che quantificare il mio livello di motivazione aveva deciso di optare per una descrizione della modalità con la quale mi approcciavo al lavoro. E non riteneva opportuno aggiungere nient’altro!
Ho riflettuto molto su quella valutazione, in quanto spesso in ambito lavorativo si richiede ai manager di saper motivare le proprie risorse. Meno spesso, invece, viene messo in luce il ruolo che le risorse stesse possono rivestire nella costruzione di un percorso di crescita professionale “motivante”.

Ripenso spesso al Dolphin Lagoon in Sentosa, un tempo isola di pescatori, poi base militare inglese ed oggi riconvertita ad isola di divertimenti raggiungibile con una teleferica da Singapore.
Le famiglie si accalcano sotto il sole per lo spettacolo dei delfini. I delfini sono addestrati a ciò che gli spettatori desiderano vedere: devono solo volteggiare nella laguna, come è nella loro natura innata.

Ogni acrobazia, ogni salto nel cerchio ben riuscito, un applauso.

Non lontano, dalla penna di Sergio Bambarèn, il delfino Daniel vive in perfetta simbiosi con il mare e sa che nella sua vita non c’è niente di più importante dei momenti in cui cavalca le onde. Daniel è convinto che solo quando cavalcherà l’onda perfetta, questa potrà mostrargli il vero scopo della sua vita. Ogni mattina gli altri delfini, mentre si preparano per la pesca, osservano Daniel dirigersi verso la barriera corallina, pronto per un altro giro di giostra sulle onde, e si chiedono: “Come può sprecare tanto tempo dietro una cosa che non lo aiuterà a trovare di che nutrirsi?”.

Per realizzare il suo sogno, un giorno, Daniel abbandona la sua amata barriera ed il suo branco. Durante la sua ricerca, ai vari personaggi che incontra e che gli chiedono cosa fa tutto solo nel bel mezzo dell’oceano, risponde con orgoglio: “Seguo il mio sogno”.

Quanti di noi possono rispondere alla stessa domanda con la pienezza e la gioia di Daniel? E quanti, invece, si comportano come i gioiosi delfini della laguna di Singapore?

Le decisioni sono un modo per definire se stessi, per dare vita e signifcato ai nostri sogni.
[S. Barambén]

Tutti dobbiamo chiederci – e sempre – se quel che stiamo facendo migliora e arricchisce la nostra esistenza. O abbiamo tutti, per una qualche innaturale deformazione, perso l’istinto per quel che la vita dovrebbe essere, e cioè soprattutto un’occasione di felicità?

Prendiamo spunto da questa frase di Tiziano Terzani per porci delle domande e rivedere la situazione in cui siamo alla luce di un percorso indivuduale, “nostro” e pertanto unico.

  1. Pensiamo a due/tre situazioni della nostra vita; ad esempio il nostro lavoro, la nostra relazione sentimentale, la città in cui viviamo, il nostro stile di vita.
  2. Pensiamo per qualche minuto a ciscuna di esse: quel che stiamo facendo migliora e arricchisce la nostra esistenza?
  3. Se si, abbiamo una buona motivazione per portarlo avanti ed impegnarci sempre di più
  4. In caso contrario, chiediamoci perchè siamo in questa situazione, quali scelte e/o condizioni ci hanno portato fin qui. Indaghiamo dentro di noi cosa ci spinge/obbliga a non andare in un’altra direzione.
  5. In ogni caso, le domande che ci porremo ci aiuteranno in ogni momento di stanchezza o di difficoltà, perchè avranno messo in luce che la risposta che giustifica tali sacrifici. Se non l’abbiamo, dovremmo pensare seriamente a ciò che stiamo facendo, perchè la motivazione che ci ha portati avanti fin lì potrebbe non essere più valida, e forse dovremmo concentrarci su qualcos’altro.
  6. Raccontiamo ad una persona uno dei nostri percorsi che abbiamo ricostruito. Sarà utile ad entrambi.

G. Hagemann, Eccellenza nella motivazione, Sperling & Kupfer

L. Banks, La motivazione sul lavoro, Francoangeli

D. Goleman, Lavorare con intelligenza emotiva, Rizzoli

V. Migliori -. Rolandi, Self Coaching, Hamlet Mors edizioni

G.P. Quaglino, Voglia di fare, motivati per crescere nell’organizzazione, Guerini e Associati

Carlson R., Non perderti in un bicchier d’acqua, Bompiani

Johnson S., Chi ha spostato il mio formaggio?, Sperling e Kupfer

Antoni G., Giaconi N., Trovare il lavoro che piace, Maggioli Editore

D. Keirsey – M. Bates, Please understand me. Character & Temperament Types, Prometheus Nemesis Book Company

Tiziano Terzani, Un indovino mi disse, Longanesi

M. Invernizzi, Mollo tutto e… Vado in Giappone sulla via del bonsai, Mursia

S. Bambarén, Il Delfino, Sperling & Kupfer

C. Pinkols Estès, Donne che corrono coi lupi, Frassinelli

T. Moore, Un domani senza paura, Frassinelli

Formazione on line: un’opportunità da cogliere

Contenuti immessi sul web oppure stimoli per attivare da una parte la ricerca e dall’altra la crescita personale e professionale di uno studente, di un laureato in cerca di occupazione, di un lavoratore che vuol riqualificarsi, di una persona che crede che le competenze non siano una cassetta degli attrezzi ormai completata?

Il Centro Studi Giuseppe Romano intende svolgere un ruolo di attivatore di apprendimento mettendo a disposizione di chiunque desidera iniziare un percorso di sviluppo personale e professionale una formazione sul web che risulterà utile per affrontare situazioni lavorative complesse e non solo.

Come è ormai noto, anche sul piano normativo, la formazione riveste una valenza di servizio di utilità sociale concretizzandosi in una tutela dell’individuo e dell’azienda, altrettanto essa rappresenta un servizio destinato a favorire dinamicamente lo sviluppo economico e sociale, senza formazione non c’è futuro.

Il punto nodale è sicuramente l’individuo e la sua disponibilità ad apprendere: voglio attivarmi per migliorare il mio bagaglio di competenze, mi pongo come obbiettivo una formazione autentica che resti nel mio vissuto e mi aiuti ad aumentarlo positivamente?

Se la risposta è affermativa si potrà accedere al servizio di formazione realizzato dal Centro Studi.
L’ offerta formativa consiste nella proposta di un contenuto mensile per l’utente da affrontare con un metodo attivo modulato su quattro steps:

– la lettura attenta del testo
– lo svolgimento degli esercizi proposti dall’autore
– l’approfondimento attraverso le indicazioni bibliografiche
– la verifica con l’autore che si rende disponibile ad un contatto diretto via mail
Per il contatto con l’autore potete rivolgervi alla Cordinatrice della formazione on line, la Prof.ssa Diana Pardini: diana.pardini@eraclito2000.it

Si ringrazia la Prof.ssa Diana Pardini per il coordinamento e la cura della parte contenutistica e la Dott.ssa Irene Marseglia per la cura della parte fotografica.