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XXVIII Master CIBA

La cultura nell’ambito del lavoro

La cultura nell’ambito del lavoro

Dott.ssa Maura Lusverdii

L’autrice
Maura Lusverdi, nata a Gonzaga in provincia di Mantova, ha studiato in Liguria iter classico e Pianoforte.
Trasferita a Milano ha trovato lavoro in una Galleria di Arte Moderna, dove è rimasta fino alla sua chiusura, nel frattempo ha studiato lingua Francese ed Inglese, poi, voltando pagina, è stata assunta da un grande Istituto Bancario come Segretaria di Direzione.

I problemi filosofici e letterari sono sempre il suo principale interesse.

Introduzione
I postulati sono ormai acquisiti, ma è bene ricordarli:

  1. il lavoro è un’esigenza dell’intelligenza
  2. il danaro non fa la felicità ma la cultura forse sì

Allora cerchiamo di spiegare che cos’è la cultura, termine oggi abusato e quasi sempre a sproposito.
La cultura è la summa delle nozioni, istruzioni, tecniche, esempi famigliari, esperienze quotidiane, filtrate dalla nostra persona in formazione e selezionate dal gusto dalle propensioni, legate all’ambiente, ai rapporti e alla città dove si è nati.

Per essere più espliciti, oggi che non c’è rivista o trasmissione televisiva senza la sua rubrica culinaria, possiamo dire che gustando una parmigiana di melanzane non ci chiediamo da dove vengano i suoi componenti, ma apprezziamo l’armonia del piatto, questa armonia è la cultura del gusto.

“Tutto quello che non pensiamo sia cultura è cultura”
Giuseppe Pontiggia, Le sabbie immobili, 1991.

Nell’ambiente di lavoro, una volta superati i test per entrare, ognuno si dedica al proprio ramo o settore convinto che lì deve dimostrare ciò che ha studiato e lì sarà giudicato.
Invece lì è solo l’inizio di un percorso nel quale noi stessi ci rendiamo conto di non saper sistemare ancora la teoria con la pratica.

Dobbiamo badare a difendere chi siamo, imparare a conoscere chi ci sta accanto, quindi a trattare; moderare la voce, controllare il tono, rispondere a una domanda, inserire il telefono, magari ricevere una persona o un collega e nel frattempo continuare a pensare a risolvere un problema…con l’aggravante di avere poco tempo.

Una mia amica, anni fa, mentre faceva scuola guida, all’ingegnere che la incitava e suggeriva: guardi lo specchietto, metta la freccia, cambi la marcia, piano con la frizione, tenga forte il volante…rispose nervosa:
“Ma insomma ingegnere, devo fare tutto io? Faccia qualcosa anche Lei!”
La risata che seguì fu liberatoria per entrambi.

Anche per noi, è chiaro, come lo fu per l’Ingegnere, che al principio è difficile conciliare tutte le azioni che però vanno eseguite comunque in contemporanea e subito.
Vanno assorbite ed armonizzate in sintonia.
Come un direttore d’orchestra che conoscendo a memoria la partitura, può dedicarsi ad ogni singolo strumento e dirigerlo e tenerlo nell’insieme esaltandolo o allontanandolo, così dobbiamo fare noi con questo mezzo, la nostra personale cultura, da usare per spiegare, moderare, attutire o convincere in modo da rendere omogeneo l’ambiente dove lavoriamo, serena l’atmosfera, dando ad ognuno entusiasmo o significato.
Ogni campo dello scibile umano può servire a rendere più efficace un passaggio complicato, ogni disciplina, pur sembrando diversa, ha un lato che si può avvicinare ad un’altra.
Oggi si tende ad esaltare le differenze, le specializzazioni, senza considerare che anche queste discendono dal TUTTO. Un ramo non sarà mai una radice, ma l’albero contiene, armonizza e spande la sua salutare gioia di essere.
Un altro esempio a cui amo far riferimento è il turismo.
Il Sud ha bisogno di una nuova cultura nel senso più ampio del termine, quella che aiuta a creare e a difendere la propria dignità di uomo e di cittadino, quella che consente di contrastare il degrado morale.
Nell’attuale periodo di difficoltà un accordo fra imprese, ed enti con regole di collaborazione e tutoraggio potrebbe contribuire a far crescere quel senso di appartenenza in grado di rappresentare la vera spinta per un riscatto morale e sociale.

La cultura può non essere tanta, né alta, deve essere calda, convincente, ci deve dare la chiarezza della regola di base, la pastosità del ragionamento, ci deve dare e trasmettere il legame col buon senso, la curiosità ben indirizzata, l’apertura mentale che è fondamento per apprendere i cambiamenti dei tempi e, sopratutto delle persone, che variano i loro comportamenti a seconda dell’umore, così come le nuvole cambiano forma per il vento.

La cultura è uno strumento, non una spugna.
Il lavoro è un’esigenza dell’intelligenza e si aggancia l’intelligenza a qualcosa di scolastico, universitario, immateriale. No. Prima c’è la necessità e poi l’elaborazione. Sono dei gradini che ci fanno salire.
E quando si è visto l’utilità collegata ad una forma logica, il risultato passa nella categoria della Cultura e viene usufruito da tutti coloro che ne hanno bisogno.

“Il talento si costruisce nella quiete, il carattere nel fluire del mondo”
Goethe

La cultura è cruciale ed è anche conseguente che avere delle idee serve a capire il mondo, ma non si deve essere prigionieri di schemi e modelli.
Non c’è dubbio che si deve saper misurare i principi e la realtà evitando ogni estremismo, bisogna saper in quale contesto ci si trova e quindi darsi obiettivi raggiungibili.
Ma per coloro che sentono che la vita non è una noiosa successione di giorni, ci sono delle notevoli possibilità di contribuire a migliorare la nostra piccola cerchia nella quale stiamo e ci muoviamo.

Non è un percorso facile perché per andare avanti, (che significa meno fatica, meno ignoranza, più sicurezza e disinvoltura) si deve SUPERARE il passo precedente, e non si pensi aver commesso un tradimento, di offendere qualcuno, rimane insito quel gradino nel passo, che ci porta a vedere un orizzonte più vasto o diverso da prima.
E’ solo più complicato, si devono tenere presenti regole e galateo ambientale, ognuno ha il proprio, e l’interconnessione con persone che, finite le ore di lavoro, non incontriamo più fino alla prossima volta.

“Orsù, dunque, mio caro, rammenta tutto
Quel che sai….sii prudente e sta bene attento”
Omero, Iliade XXIII,vv.313,314,343

“L’uomo semplice, incolto è soddisfatto solo quando vede succedere qualcosa; Quello colto vuole percepire; solo quello coltissimo prova piacere nel riflettere.”
Goethe

Suggerisco un semplice esercizio al fine di mantenere vivo il nostro interesse alla cultura:

  1. dedicarsi con regolarità alla lettura di un articolo di giornale
  2. seguire, sempre su un quotidiano, un autore che ci soddisfi o una rubrica televisiva meno superficiale della maggioranza.
Iliade – Odissea: Ed. Classici Sansoni
Memorie, Marco Aurelio – Ed. Scolastiche
Zibaldone, G. Leopardi – Ed. Meridiani Mondadori
Gli Imperdonabili, C. Campo ,Ed. AdelphiI Libri che ho citato, pur sembrando lontani da noi, in realtà sono “classici” perché intramontabili.
Gli interrogativi sono quelli di ogni tempo e rileggendo un autore classico oggi, possiamo notare come anche noi stessi lo interpretiamo in modo più maturo rispetto a quando lo abbiamo studiato.E’ recente la notizia che Steve Jobs è morto, ma le sue parole/testamento sono state “Be Hungry, Be Foolish”– Fame di Sapere, di Apprendere, di Osare: se possiamo.