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XXVIII Master CIBA

La conoscenza di sè

La conoscenza di sè

Prof.ssa Diana Pardini

L’Autrice

L’intervento è curato dalla Prof.ssa Diana Pardini esperta in processi formativi e comunicazionali.

Laureata in Giurisprudenza e perfezionata in Filosofia del Diritto all’Università di Pisa e laureata in Scienze della Formazione presso l’Università di Firenze.

Attualmente Direttrice dell’Associazione Culturale Eraclito 2000 di Pisa, membro del Consiglio Direttivo e Responsabile della Direzione del Centro Studi Giuseppe Romano, libera docente presso Enti pubblici e Associazioni.

Contattate l’Autore per completare la Vostra formazione on-line:
diana.pardini@eraclito2000.it

Un sapere essenziale, antico, da sempre invita l’Uomo alla conoscenza di sé.

Il pilota automatico che inserisco ogni giorno per vivere – l’immagine è del filosofo americano Robert Nozik– costituisce un terribile impedimento per approdare al porto del mio io.

Ma qualcosa si muove, anche in questi tempi di calma piatta: leggo sul Corriere della Sera, in un’intervista rivolta a Roberta De Monticelli, grande donna di pensiero, l’esclamazione “Eppure, se sapesse come è semplice e come è appassionante riflettere su noi stessi !”

Bene, per grandi salti temporali e selezionando in base all’efficacia comunicativa delle affermazioni, ri-penso a Socrate, con il suo monito conosci te stesso, a cui non dobbiamo mai sottrarci, a De Montaigne, che nei suoi Saggi, con decisione afferma: chi si conosce ama e coltiva se stesso sopra ogni altra cosa.

Ri-penso ancora a Pascal che, acutamente, sostiene che tutti i mali dell’uomo derivano dal non saper stare da solo in una stanza.

Le citazioni rimandano ad un immediata riflessione da fare soltanto dopo averne dato una lettura ad alta voce.

Rileggo le frasi: la voce risuona ed io ascolto.

Una domanda e una mia risposta: conosco me stesso, ho un dialogo aperto con la mia interiorità?
Guitton, filosofo morale francese, a me molto caro, esorta a mantenere un dialogo costante, senza concessioni, con noi stessi.

Conoscersi, un cammino permanente

Per conseguire una formazione autentica e non occasionale bisogna affrontare la propria persona.

Anni di ascolto e di attenzione all’Altro, individuale o in gruppo, mi hanno fatto capire quanta poca familiarità si ha con noi stessi.
Performance, presentazioni, giochi, simulazioni, lavori in team svolti durante i miei corsi, hanno messo in luce aspetti delle persone a loro stesse sconosciuti.

Conoscersi è il primo passo per volersi bene, per approntare una valida cura di sé. Ho incontrato molte persone che non si curavano ma anzi si intossicavano, da soli.

Conoscere noi stessi significa darci un tempo di vita “sempre”, con costanza, nel nostro quotidiano.

Dunque devo concedermi “Tempo”, ricordandomi che “il tempo è l’unico nostro bene e ne dovremo rendere strettissimo conto” (San Turibio ).

Soltanto la chiarezza interiore conduce al discernimento: fare silenzio, meditare, concentrarsi per raccogliere energia pura, necessaria per affrontare i problemi, le situazioni, la vita.

Ogni altro aspetto di un percorso personale, viene dopo la conoscenza di sé, che resta momento prodromico a qualsiasi azione di significato.

Galileo ha pronunciato una delle frasi più centrate sulla ricchezza dell’uomo, sul suo potenziale umano: non puoi insegnare qualcosa a un uomo, puoi solo aiutarlo a scoprirlo dentro di sé.

Con questo intendimento desidero interrogarmi sulla conoscenza di sé, che mi permetto di definire un'”urgenza” di questi nostri tempi superficiali e veloci, nei quali le priorità sono generalmente legate alle questioni di apparenza.

Tante cose le sappiamo già, dobbiamo soltanto richiamarle alla mente ed esserne consapevoli.

Buber, che medito da diversi anni, suggerisce con forza: cominciare da se stessi: ecco l’unica cosa che conta. In questo preciso istante non mi devo occupare di altro che non sia questo inizio.

Ora e non dopo, subito, oggi: non è poca cosa, non posso rimandare, devo concentrarmi su questo incipit perché esso costituisce il punto di Archimede a partire dal quale, da parte mia, io posso sollevare il mondo.

Ed ancora Buber, in parole da non dimenticare mai: in ognuno c’è qualcosa di prezioso che non c’è in nessun altro.

Scoprire la nostra preziosità, farne l’idea-forza della mia vita, io sono unico, il mio agire è unico, devo assolutamente esserne cosciente.

Una consapevolezza non può essere fine a se stessa, essa porta all’azione, alla concretezza del gesto quotidiano: “La novità di ognuno è la radice della sua unicità. Ma ciascuno di noi è un individuo nuovo in quanto capace di fare cose nuove.” Così Roberta De Monticelli scrive nel suo ultimo libro.

Anche guardando alle scienze, il neurofisiologo americano Gazzaniga, in perfetta linea con Galileo, sostiene che le nostre risorse più preziose nascono da dentro.

Il cervello ha una conoscenza pregressa per la quale l’ambiente funge da stimolo, gli fa riconoscere e attivare ciò che ha già dentro e non sa di avere: “ogni forma di apprendimento consiste nel ricordare ciò che preesiste all’interno del cervello”. Così il mio sguardo ha bisogno di rivolgersi all’interno, l’esterno può attendere.

Rogers, il famoso psicoterapeuta americano degli anni settanta, sostiene che è importante affidarsi alla propria forza interiore e ai suoi effetti intensamente trasformativi. Tutti noi abbiamo conosciuto persone dotate di un intrinseco potere personale, abbiamo sperimentato il piacere della loro vicinanza, abbiamo constatato le loro capacità nell’affrontare positivamente la vita.
Ma, attenzione, non si tratta di modelli astratti, si tratta di persone concrete che hanno lavorato sulla loro forza interiore verificandone i risultati.

Ad Oriente, secoli di saggezza ed il suggestivo pensiero zen, insegnano che il segreto della vita sta nell’essere lì dove sei, dunque essere presenti a se stessi.

Per finire, una bella novella chassidica, con cui spesso intrattengo chi mi ascolta, racconta la storia di un uomo che cercava un tesoro e non sapeva che esso era nascosto proprio sotto la stufa di casa sua.

Ognuno di noi possiede il tesoro ma non ne è consapevole. La verità è che “siamo a noi stessi Tesoro Nascosto”.

Questo percorso tra le osservazioni acute di personaggi esperti di Umano, ha contribuito sicuramente a sottolineare quanto sia essenziale la conoscenza di se stessi, ma per concludere queste nostre riflessioni, dobbiamo spostare l’attenzione soltanto sul protagonista – quindi ognuno di noi – e chiederci:

Quanto tempo dedico a me stesso?
Come gestisco il tempo in cui ci sono soltanto io?
Io che penso, cammino, scrivo, sto seduto in silenzio, mi guardo dentro e guardo intorno a me, leggo, ascolto la musica, disegno, prego, medito ?

Contrariamente a come siamo soliti fare abitualmente e cioè leggo la domanda, la trovo anche interessante, ma proseguo la lettura senza affrontarla, propongo una brusca interruzione per un esercizio.

Prendete un foglio bianco da disegno e stilizzate un individuo nelle varie situazioni: la persona nell’atto del pensare, dello scrivere e così di seguito.
Mettete il vostro nome su ogni persona stilizzata e rispondete alla domanda che ci siamo posti, per iscritto, nello spazio che troverete accanto alle situazioni disegnate.
Fate le cose con calma, il disegno deve essere semplice e la risposta scritta sintetica ma molto profonda e vera.
A fine lavori, guardate il foglio e leggetelo con distacco, come se non si trattasse di voi, poi esprimete un’idea di insieme sulla vostra persona.

L’atteggiamento che vi propongo è quello dell’affascinante personaggio protagonista del libro “Il racconto dell’isola sconosciuta” di J. Saramago nel momento in cui spiega:
“Voglio trovare l’isola sconosciuta, voglio sapere chi sono quando ci sarò, non lo sapete, se non esci da te stesso, non puoi sapere chi sei “. 

– Il cammino dell’uomo di M.Buber Ed.Qiqajon Comunità di Bose (lettura fondativa)
– Beato l’uomo che ha trovato la saggezza. Meditazioni per ogni giorno M.Buber, Gribaudi (un ottimo stimolo alla meditazione quotidiana)
– Chi segue il cammino della verità non inciampa, M. Gandhi, San Paolo ( lettura basilare )
– Nulla appare invano, Roberta De Monticelli, Baldini Castoldi Editore ( affascinante e chiaro su temi decisivi quali individualità ed unicità )
– Paura di vivere A.Lowen Astrolabio (indimenticabile, di taglio psicanalitico)
– Ciascuno è perfetto, l’arte di stare bene con se stessi, R.Morelli, Mondatori (testo divulgativo, molto chiaro, semplice e con interessanti rinvii bibliografici)
– Il viaggio interiore. R.Dahlke, Mediterranee (un approfondimento per imparare a scoprire il meglio di sé)
– Piccolo oracolo della salute, R.Dahlke, TEA (un percorso da svolgere)
– Intelligenza emotiva D.Goleman BUR (interessante, un testo che mette in luce una sfera importante della nostra vita)
– Terapia dei pensieri, A.Grun, Queriniana (una ri-flessione sul contenuto del nostro pensare)
– Verso l’essenziale. L’anima e i suoi discorsi, a cura di D. Biglino, M.Guzzi, Paoline (una risposta sull’io di taglio profondo e coinvolgente)
– Il cammino della felicità, B.Benson, Edizioni Gruppo Abele (bellissimo, divertente, unico!)
– La felicità è un segreto antico, M.Berg, Sperlinge Kupfer Editori (tema di fondo del nostro vivere , alcune osservazioni sono da riflettere)
– L’attimo fuggente o della felicità, S.Natoli, EDUP.(un filosofare semplice , piacevole , coltivato e profondo, ottimo mix)
– Alla ricerca di un significato della vita, V.E.Frankl ,Mursia (non facile, ma risponde seriamente alla mancanza di senso che attualmente attanaglia molte persone, la c.d.ansia noogena)
– Emozioni distruttive.Liberarsi dai tre veleni della mente: rabbia, desiderio e illusione, Dalai Lama D. Goleman, Mondadori (notevoli gli imput per lavorare su noi stessi)
– Il racconto dell’isola sconosciuta, J.Saramago, Einaudi (da leggere e riflettere)