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XXVIII Master CIBA

La Comunicazione Interpersonale

La Comunicazione Interpersonale

Dott.ssa Menchini Gabriella

L’autrice
La Dott.ssa Menchini Gabriella si è diplomata al Liceo Classico “Giosuè Carducci”di Viareggio e laureata in Economia e Commercio alla Facoltà di Economia di Pisa.

Ha partecipato al Master CBA organizzato dall’Associazione Eraclito e negli ultimi anni ha tenuto lezioni allo stesso Master in Comunicazione Banche ed Assicurazioni a Pisa, rivolto a giovani, italiani e stranieri, laureandi e neolaureati in tutte le discipline, e a operatori del settore finanziario bancario.

Da diversi anni lavora presso gli Uffici della Segreteria Fidi della Succursale di Viareggio della Banca del Monte di Lucca spa (Gruppo Banca Carige spa).

E’ da sempre che adoro dipingere, amo i colori, la pittura,le tele. Perciò nel tempo libero realizzo quadri con tecnica ad olio, acrilico e acquarello; i miei soggetti preferiti sono i paesaggi e i fiori,la natura in genere, tutto ciò che sprigiona luce, gioia, vitalità.

Il risultato per me è creare un quadro da mostrare a chi ricerca un soggetto, un oggetto, un messaggio,a chi ricerca la comunicazione; il quadro che fa capire cos’è la pittura, ed è un comunicare sensazioni, emozioni, pensieri, sentimenti che nascono nella parte più intima di noi stessi.

Ogni spettatore ha la libertà di interpretare, ognuno il suo modo di leggere qualcosa di unico nella tela.

Da qualche anno che ho approfondito la mia conoscenza sulla Comunicazione, perché noi tutti sappiamo intuitivamente cos’è la comunicazione, ma il difficile è sapere se siamo veramente capaci di comunicare.
Lo spunto mi è stato fornito dal Master Comunicazione Banca e Assicurazione, presso il quale ho trattato un tema inerente al lavoro che svolgo.

Il Saper comunicare non è una cosa innata, si può imparare, così come abbiamo imparato a leggere e a scrivere, ed è una competenza che si basa più sulle qualità umane che sulla capacità di dialogo.

In ambito lavorativo è importante concentrarsi sul proprio obiettivo professionale, lasciando i conflitti e le tensioni con i collaboratori da parte; per far questo non dobbiamo compiere l’errore di giudicare gli altri, quanto piuttosto dobbiamo cercare di comprendere gli altri.

Può capitare che un collega ci risponda male, è il caso di chiedersi se è stato il nostro atteggiamento a metterlo sulla difensiva e a reagire in quella maniera. Una parola mal interpretata può innescare la tensione.
Se, ad esempio, non condivido ciò che mi dice un collega o lo reputo privo di significato, lo devo comunque rispettare, non posso assolutamente dirgli: ”tu non capisci niente”, perché è ovvio che la mia espressione fa nascere una reazione di autodifesa da parte dell’altro.

E’indispensabile essere capaci di costruire intesa e comprensione.

Per star bene in mezzo agli altri, per lavorare con serenità, anche se gli altri non contribuiscono, dobbiamo creare un clima di apertura e ciò non significa assolutamente scendere a compromessi o subire passivamente il pensiero altrui.
Lavorare insoddisfatti alla lunga crea stress e lo stress porta alla depressione, produce ansia, malinconia, disagio.
Ritengo che a volte basti un semplice sorriso per iniziare una comunicazione efficace.

Il mio lavoro mi porta ad interagire non solo all’interno con colleghi, superiori, collaboratori, ma anche all’esterno, con i clienti, che spesso scelgono un istituto bancario piuttosto che un altro proprio per la cortesia e la disponibilità dimostrate dal personale che vi lavora. Il semplice gesto del sorriso trasmette cordialità, accoglienza, serenità.

E’ quel valore aggiunto, per cui molti sono disposti a pagare anche qualcosa in più in termini di costi dei servizi.
Se ci presentiamo con un sorriso e ci poniamo in una situazione di umiltà, quale che sia il nostro grado, allora abbiamo sicuramente fatto il primo passo per una comunicazione efficace, abbiamo aperto una relazione.

Se siamo capaci di ridere anche dei nostri limiti, dei nostri difetti, sarà vantaggioso con i colleghi, riducendo invidie e gelosie.
Il sorriso è contagioso diffonde benessere.

La qualità della nostra vita dipende dalla capacità di comunicare in maniera efficace, e noi siamo capaci di interagire con gli altri? Ciascuno può migliorare il proprio modo di comunicare con l’obiettivo di diventare una persona migliore e ritrovare il senso di equità, di reciproco rispetto, utili per creare relazioni costruttive.

Oggi viviamo in un contesto in cui vige la globalizzazione, fenomeno che ci rende parte di un mondo che non ha più confini a livello economico, sociale,tecnologico, politico.
Grazie all’uso di nuovi mezzi di informazione e di comunicazione come internet, le varie culture sono sempre più vicine, le distanze tra i vari stati, continenti, territori sono annullate con l’intento di creare un mondo migliore al di là degli interessi personali.

Anche il contesto professionale sta cambiando, nascono lavori nuovi, professioni nuove e sono richieste competenze nuove. Non siamo valutati solo in base a quanto siamo intelligenti, ma anche in considerazione del nostro modo di comportarci verso noi stessi e verso gli altri.

Pertanto le nuove capacità misurano la nostra vendibilità nell’attuale mercato del lavoro flessibile, dominato da contratti a progetto, di collaborazione occasionale, coordinata e continuativa.
Qualità interiori, come l’elasticità, l’iniziativa, l’ottimismo, l’adattabilità stanno assumendo un significato decisivo.
Oggi si parla di “intelligenza emotiva”, che vuol dire essere intelligenti in maniera diversa.

L’intelligenza emotiva sembra apprendersi e svilupparsi durante tutta la vita, un cammino da percorrere, imparando ognuno dalla propria esperienza personale e dalle relazioni umane.
Siamo intelligenti emotivamente se riusciamo ad applicare queste capacità nella vita quotidiana, nel mondo del lavoro e nei rapporti con gli altri, basandoci su “competenze personali” consapevolezza di sé, padronanza di sé, motivazione, e “capacità sociali” empatia e abilità nelle relazioni interpersonali.

La chiave di tutte le abilità sociali è la Comunicazione.

Comunicare deriva dalla radice latina “cummunis” e “cum agere”, partecipare, fare insieme, e “cum moenia”, che si riferisce al concetto di contesto; è dunque possibile comunicare, trasmettere solo tra soggetti che condividono elementi quali la lingua,il contesto per capire il senso di quanto viene inteso.

Per Paul Watzlawick, uno dei principali teorici della comunicazione,“la comunicazione è un processo di scambio di informazioni e di influenzamento fra due o più persone che avviene in un determinato contesto”.
Ciò si adatta all’etimologia “cum munus”, comunicazione come dono che ci si scambia reciprocamente.

Con l’introduzione del concetto di scambio è importante il feedback, che ci dice effettivamente l’esito della nostra comunicazione, per evitare che le nostre parole cadano su orecchie sorde o indifferenti.
Pertanto la comunicazione ha una sequenza circolare (emittente-ricevente-emittente-ricevente…), con l’evidente capacità di influenzare il comportamento degli altri con il proprio comportamento.
Il primo passo per essere influenti è stabilire un rapporto, una relazione, percepire come gli altri si sentono.

“E impossibile non comunicare”.
Questo è il primo assioma della comunicazione umana, oggetto di studio da parte di Paul Watzlawick del Mental Research Institute, di Palo Alto in California.

La prima cosa a cui pensiamo quando si parla di comunicazione è l’espressione verbale,la parola, il linguaggio sia scritto che parlato.
“Se smetto di parlare lei ascolterà”, “Il calligrafo” di Todd Shimoda.
Libro interessante e meraviglioso ,il quale descrive, nelle vesti di romanzo, l’arte dello shodò, la calligrafia giapponese, metodo di scrittura con pennello e inchiostro, tramandata di generazione in generazione da secoli e considerata non solo arte ma anche mezzo di comunicazione.

Noi tutti spesso comunichiamo non solo con le parole ma anche con i gesti, con lo sguardo,con le mani, con la postura,con il silenzio.

Il silenzio è eloquente.

Romano Battaglia ha dedicato un libro al “Silenzio”, in cui intreccia un dialogo con se stesso. Il suo silenzio esprime la sua inquietudine personale e il suo bisogno di ritrovarsi. Il silenzio in un contesto tra emittente e ricevente è sinonimo di cortesia, indica il dedicare attenzione all’interlocutore ed è utile anche a chi parla, lo rende consapevole dell’interesse dell’ascoltatore.
Per alcuni comunicare è avere un indirizzo e-mail, una casella di posta o una linea telefonica riservata. In ambito lavorativo poter raggiungere e dialogare con i propri superiori crea sicuramente un’atmosfera di apertura, e si traduce in un clima sereno in cui le prestazioni lavorative sono migliori,come risulta da studi effettuati.Ogni individuo ha capacità e talenti unici ed è una grande opportunità l’apprendimento reciproco che permette di far sviluppare capitale emotivo nei posti di lavoro, fondamentale per il buon successo delle aziende.

Secondo Daniel Goleman, professore di psicologia ad Harvard e autore di numerosi libri, il quale ha avuto il merito di sviluppare un atteggiamento di rispetto nei confronti delle nuove competenze, comunicare significa “ascoltare apertamente ed inviare messaggi convincenti.”
Quando si parla di comunicazione si pensa subito che la cosa più importante sia la capacità di esprimersi, ma invece la cosa principale è saper ascoltare .

Già Plutarco, filosofo greco del II sec d.C. nel trattato “De recta ratione audiendi”, ”L’arte di ascoltare”, sostiene l’importanza del saper ascoltare….”… dialogare e ascoltare attentamente l’interlocutore……il saper ascoltare bene è il punto di partenza per vivere secondo il bene”.
E per saper ascoltare bisogna avere un’intima familiarità con il proprio io ,saper comprendere gli altri, immedesimarsi nelle emozioni e nei pensieri altrui, questo è il primo passo per comunicare.

Si potrebbe parlare di comunicazione all’infinito.

Per una buona capacità di comunicazione è importante avere qualità umane, conoscere se stessi, le proprie emozioni e quelle degli altri, aver rispetto di sé, che aiuta a mettersi in discussione e a migliorarsi.

Viviamo in una organizzazione e non possiamo isolarci. Noi tutti ci siamo trovati sicuramente in situazioni in cui è difficile andare d’accordo sia sul posto di lavoro che in ambito familiare, con gli amici, pertanto si parla oggi di comunicazione etica, il sapere come comportarsi per una comunicazione efficace, che è un imperativo da cui non possiamo esimerci, una Responsabilità.

Troppo spesso incontriamo persone che passano la vita ad ascoltare solo se stesse, convinte che non sia importante ascoltare l’altro, ed il risultato finale è l’incomunicabilità, che porta all’isolamento spirituale

Diverso è il caso in cui si manifestino difetti di pronuncia o di fonetica: in tal caso non si tratta di migliorare le caratteristiche fisiche di potenza o timbriche di una voce, ma di correggere eventuali difetti che possono derivare dalla non corretta posizione degli organi fonatori nella loro funzione di formazione del suono articolato (parola).

Si possono avere infatti, soggetti dalla voce potente e cristallina che per motivi diversi non riescono a pronunciare correttamente i fonemi della lingua madre.

“Accingerci a risollevare qualcuno da terra : è il solo motivo che ci autorizzi a guardare qualcuno dall’alto in basso.” Jesse Jackson

Si propone di dedicarsi ad una riflessione sulla comprensione (Nati per amare di Leo Buscaglia)

“Per comprendere bisogna mostrarsi comprensivi.”

“…a noi esseri umani piace moltissimo correre alle conclusioni. Abbiamo opinioni su tutto, anche quando di un argomento siamo affatto digiuni. Sprechiamo un sacco di tempo a prevedere, reputare, congetturare, criticare, decretare, per lo più con scarsi fondamenti o addirittura senza elementi di sorta.
Ciò si verifica per solito in quanto siamo confinati entro la nostra comprensione dei fenomeni da ciò che sappiamo di noi stessi, il che molto spesso si riduce a ben poco.

Ne consegue che una maggior comprensione di noi sfocerà in una maggior comprensione degli altri. Se saremo in grado di accettare le vie non di rado imprevedibili che ci inducono a pensare e a comportarci in un certo modo,potremo intendere il motivo per cui gli altri pensano ciò che pensano e fanno ciò che fanno. Un antico adagio indo-americano dice che non possiamo capire nessuno se prima non abbiamo trascorso un mucchio di tempo nei suoi mocassini…”

– Daniel Goleman, Lavorare con intelligenza emotiva, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
– Daniel Goleman, Intelligenza emotiva, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
– Daniel Goleman, Intelligenza sociale, Rizzoli
– Renata Borgato, La prima mela.Giochi didattici per la comunicazione interpersonale, Franco Angeli
– Romano Battaglia, Silenzio, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
– Luigi Anolli, Fondamenti di psicologia della Comunicazione, Il Mulino
– Enrico Cheli, Teorie e tecniche della comunicazione interpersonale, Franco Angeli
– Carlo Macello, L’arte di comunicare, Franco Angeli
– Alfredo Cattivelli, Gestire i rapporti con gli altri, Franco Angeli
– Plutarco, L’arte di saper ascoltare , Newton Compton
– Todd Shimoda, Il calligrafo, Longanesi
– Maria Teresa Giannelli, Comunicare in modo etico, Raffaello Cortina editore
– Leo Buscaglia, Nati per amare, ediz.Bestsellers Oscar Mondatori.