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XXVIII Master CIBA

Il valore personale

Il valore personale

Dott.ssa Cecilia Rinaldi

L’autrice
Cecilia Rinaldi, grafologa, perito grafico e counselor, è laureata alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pisa; diplomata in Grafologia e Perizia grafica all’Arigraf di Roma; diplomata come “Counselor nella relazione d’aiuto” presso la Scuola di Psicologia Comparata di Pisa.

Ha seguito un corso di approfondimento per ampliare le conoscenze di grafologia aziendale-professionale a Milano, e un corso sui primi elementi di grafologia morettiana (metodo italiano), a Milano.

Attualmente è presidente di Arigrafpisa, docente ai corsi triennali di grafologia e docente al “Master in Comunicazione, Banche e Assicurazioni” organizzato da Eraclito 2000 in Pisa.
Lavora presso il Centro Impiego della Provincia di Pisa e presso varie scuole, di tutti i livelli, di Pisa e provincia.
Svolge l’attività di Perito grafico presso Tribunali, Studi Legali e privati.

Introduzione
Quanta importanza hanno nella vita il valore personale, l’autostima, la fiducia in sé? Sicuramente moltissima, perché questi concetti sono strettamente legati ai progetti per il futuro, alla motivazione, alla serenità, alla capacità di realizzazione in tutti i campi.

E’ arduo cercare di definirli in poche righe: essi riconducono alla struttura profonda dell’essere umano e dipendono da un grande numero di variabili, interne ed esterne, che ne condizionano lo sviluppo e l’affermazione. Ognuno di essi rappresenta la porta di un mondo interiore ed esteriore che possiamo imparare a tenere aperta, per potere ben distinguere la strada da seguire, o possiamo chiudere, precludendoci la possibilità di procedere serenamente nel processo di crescita e di espressione delle nostre potenzialità

Il significato di “valore personale” può sconfinare facilmente nel significato di “autostima”, e spesso viene con essa confuso. In realtà credo che l’autostima crei il substrato necessario perché il concetto di “valore” possa essere interiorizzato e possa portare un individuo a credere fermamente e consapevolmente che ciò che fa è davvero buono per sé e/o per gli altri.

Dall’autostima comunque, non si può prescindere. Essa è, secondo W. Pasini, fiducia in se stessi, rispetto di sé, sicurezza in se stessi e nelle proprie possibilità.
Secondo Christophe Andrè e François Lelord, i suoi punti fondamentali sono:

  • l’amore di sé
  • la visione di sè
  • la fiducia in sé

L’amore di sé dipende dall’amore che abbiamo ricevuto nell’infanzia dalla nostra famiglia e dai “nutrimenti affettivi” che ci sono stati dati;
La visione di sé è una forza interiore che ci permette di raggiungere gli obiettivi cui aspiriamo, nonostante le avversità.
La fiducia in sé ha bisogno di azioni ed eventi per mantenersi o svilupparsi: i piccoli successi nella vita quotidiana sono necessari al nostro equilibrio psicologico come il nutrimento e l’ossigeno lo sono a quello corporeo.

Pensiamo che ogni bambino ben nutrito affettivamente, ha in sé la certezza di essere capace, di meritare, di valere. Crescendo, il confronto continuo con il mondo esterno riesce spesso a minare questa sicurezza, creando confusione.

L’autostima è dunque un mosaico di fattori interni ed esterni che si combinano con la nostra personalità, ed è soggetta a mutamenti, perché in continuo movimento. Non è cosa che si acquisisce e rimane ferma, ma continuamente può essere rimessa in discussione, proprio a causa del confronto costante con l’ambiente esterno e con l’ambito sociale in cui siamo inseriti, che con la loro approvazione o riprovazione, ci rassicurano o ci scoraggiano costantemente rispetto alle possibilità e alle capacità che abbiamo.

La sicurezza nel valore personale è ugualmente soggetta a continue scosse, e rischia di cadere in continue trappole che la mente e il cuore non riconoscono, fuorviati dal desiderio di un giudizio esterno che vogliamo sempre, per forza, positivo, e che però spesso non tiene conto, perché non sa, di quello che siamo e di ciò che è buono per noi.

Autostima e valore personale si distinguono quindi per alcune sfumature, e si può dire che la prima corrisponde all’insieme delle potenzialità che un individuo sente di avere, mentre il valore personale deriva soprattutto dal modo in cui esse si esprimono, che deve tener conto delle proprie attitudini, dell’impegno, della gioia con cui vengono svolte le mansioni necessarie alla loro realizzazione.

E’ chiaro che in merito a tutti gli aspetti sopra accennati, ci sono moltissime variabili: posso infatti dare valore a ciò che ho imparato a fare, aldilà del fatto di farlo volentieri. Posso darmi valore sul lavoro e non nella vita affettiva, o viceversa. Posso sapere di essere in grado di fare una determinata cosa, ma posso non avere fiducia nel fatto che la saprò fare bene, e di conseguenza non darò ad essa, al mio lavoro e al suo risultato, il giusto valore.

E’ importante allora, per cercare di mantenere costantemente viva la fiamma della fede che ripongo in me stesso, avere ben presenti tutti gli eventi positivi della mia esperienza, metterli in fila uno dietro l’altro, come in una specie di curriculum esistenziale, perché in genere tendiamo a dimenticarci dei nostri successi, mentre ci soffermiamo con più facilità sui nostri fallimenti. E invece, ogni piccolo evento positivo, è un tassello nel puzzle dell’autostima e del valore di sé. Se poi riusciamo a seguire la voce del cuore nell’impostare la nostra vita e nel riconoscere in noi stessi una chiara identità, sicuramente saremo in grado di dare un valore ad ogni cosa fatta, ad ogni cosa sentita, perché priva di qualunque sovrastruttura e di qualunque artificio.

E’ possibile cogliere il grado di autostima e il valore che una persona riesce a dare a se stessa, dall’osservazione della scrittura? Con uno sguardo molto umile si possono cercare nei segni scrittori i punti di forza e le aree di debolezza di una persona, e quindi anche quanto essa crede in sé e in ciò che fa, o quanto non si sente in grado di fare, o quanto vorrebbe fare senza averne l’indispensabile determinazione…

Possiamo provare a cogliere questi aspetti, valutandoli come ogni componente dell’animo umano: come piccoli elementi che fanno parte di un grande ventaglio di possibilità e di variabili che, se coltivati ogni giorno, possono però diventare la base essenziale su cui costruire una vita più che soddisfacente.

Esempio n.1
Donna, 27 anni, laureata

Questa scrittura grande, ben strutturata, con piccole disuguaglianze, omogenea, dal tratto nutrito e appoggiato, con firma omogenea, a destra, piuttosto distante dal testo, suggerisce una stima di sé e un valore personale buoni, in grado di motivare le azioni della signora F. e di spingerla ad un impegno costruttivo in ogni campo, ma soprattutto in quello lavorativo, in cui vuole emergere e trovare soddisfazione.
E’ cosciente del proprio valore e, nonostante qualche incertezza, è stimolata da uno spiccato amor proprio (lettere grandi, aspirate verso l’alto, sopraelevate, “r” che ricorre in stampatello anche dove non è richiesta), e dalla finalità con cui riveste ogni azione compiuta (scrittura omogenea, spazi regolari, ritmo costante, firma a destra).

Esempio n.2
Donna, 25 anni, diplomata

In questa scrittura disomogenea, disuguale in dimensione, in direzione, in inclinazione e forma, dal tratto piuttosto leggero, non di buona qualità, con righe discendenti, margine destro irregolare e progressivo, con firma a destra, disomogenea nei confronti del testo, dalla forma destrutturata, filiforme, rovesciata, si possono rilevare elementi di insicurezza, di incertezza nel valore di sé e di poca fiducia nella progressione verso l’avvenire. Le molte disuguaglianze presenti indicano la difficoltà di affermare se stessi con decisione, ed anche la difficoltà di portare avanti con energia e con costanza ciò che si intraprende.

La signora N. vive un periodo in cui ha difficoltà a rafforzare la fiducia in sé, a stabilizzare l’autostima e a canalizzare in modo produttivo le proprie risorse, per cui svolgerà la sua attività senza entusiasmo e non ne trarrà soddisfazione; di conseguenza non si sentirà valorizzata né di fronte a se stessa né di fronte agli altri.

Le poche riflessioni realizzate su temi così importanti e così ricchi di intensità, non vogliono essere né troppo semplicistiche, né sconfortanti per chi già vive un momento difficile. Nel cammino innegabilmente faticoso che portiamo avanti per cercare di valorizzare noi stessi in ogni ambito della nostra vita, possiamo provare a fare tesoro di quanto dice J. H. Weakland a proposito della modalità migliore per affrontare le cose da fare:
“Ogni cosa conduce a un’altra cosa, che conduce a un’altra cosa….se ti concentri sul fare la più piccola, poi la successiva e così via…ti troverai a fare grandi cose, avendo fatto solo piccole cose….”

Infatti, dice Lao Tse: “Ogni viaggio di mille miglia inizia con un piccolo passo”.

Provate a scrivere mezza pagina su foglio bianco, non rigato, quando vi sentite molto bene, magari dopo avere avuto una bella soddisfazione personale; e provate a scrivere le stesse righe quando vi sentite appesantiti dalle difficoltà e dai dubbi. Oppure confrontate scritti già prodotti in momenti in cui lo stato d’animo era completamente diverso.

Osservate la direzione del rigo di base, se discende, se sale, se è ben tenuto; la dimensione delle lettere, la loro disuguaglianza o la loro regolarità; la pressione che avete esercitato sul foglio con lo strumento grafico; i margini in cui avete inscritto il vostro testo; la firma, se è posta a sinistra oppure a destra, se è più grande o più piccola rispetto al testo.

Potrete notare subito, probabilmente, delle differenze nella vostra scrittura, in quanto essa ben rispecchia il momento in cui avete molta difficoltà a procedere, trattenuti dall’incertezza e dall’idea di non essere capaci, di non saper fare qualcosa di veramente buono per voi, e il momento in cui siete sicuri delle vostre scelte e di ciò che sapete realizzare.

L’Autostima, Willy Pasini, ed.Mondadori (un testo molto interessante per chiarire il significato di autostima e fiducia in sé)
Cambiare occhi, toccare il cuore – aforismi terapeutici, Giorgio Nardone, ed. Ponte alle Grazie (per chi ama la profondità degli aforismi)
Il gesto grafico gesto creativo, Nicole Boille, ed.Borla (un testo di base, indispensabile per chi vuole avvicinarsi alla scienza grafologica)
L’anima e la scrittura, A.Teillard, ed.Boringhieri (per un interessante approccio alla “psicografologia” a indirizzo junghiano)
La scrittura e il carattere, L.Klages, ed. Mursia (impegnativo manuale su “principi ed elementi di grafologia” del padre della grafologia tedesca)
Manuale di Grafologia, P.Urbani, ed. Tascabili Economici Newton (breve manuale ben fatto, per un approccio rapido alla grafologia)
Manuale teorico-pratico di grafologia, a cura di R.Di Nola, S.Fiore, P.Franco, G.Tortora- ed.Biblioteca di Orfeo, Roma (Il manuale illustra con precisione il percorso di formazione da compiersi nel primo anno di studi del corso triennale di grafologia. E’ chiaro e di facile lettura). Si può richiedere direttamente all’AGIF (Associazione italo-francese di Grafologia) in Roma.