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XXVIII Master CIBA

Global Etiquette

Global Etiquette

a cura di Alberto Presutti

La conoscenza dell’Etichetta e delle regole della comunicazione interculturale quali elementi indispensabili per una corretta gestione dell’International e Global Business
L’autore
Alberto Presutti è nato a Firenze ed è poeta estemporaneo, performer e formatore.
Ha realizzato e messo in Rete nel 2000, il primo sito italiano di creazioni di poesia “su commissione” e intrattenimenti poetici: www.poetando.it

E’ esperto di Business Etiquette, Bon Ton e Galateo tenendo Corsi per aziende, pubbliche amministrazioni, agenzie formative, associazioni culturali e per privati.
Nel 2009 e 2010 ha tenuto Lezioni di Business Etiquette durante il Master “CBA” XVI Edizione, organizzato da Eraclito2000. Il suo ultimo volume di poesia “Dell’Odiato Amore” (Edizioni Libroitaliano, 2004), ha vinto il Premio “Nuove Lettere” nella Giornata Mondiale della Poesia organizzata dall’Unesco, nel 2005.

Nel 2010 è uscito il suo manuale di Buone maniere, “BENTORNATO GALATEO!” (Romano Editore).
Collabora con Giornali e Riviste nazionali.
Numerosi i suoi interventi in trasmissioni radiofoniche e televisive.

La Global Etiquette
Portare il Made in Italy nel mondo non è più facile come una volta, per via di concorrenze sleali e di produzioni che si autoalimentano di copie dei prodotti originali e tante imprese soffrono questo problema che può essere in parte risolto con una presenza “personale” sui mercati esteri, soprattutto quelli emergenti.

Espandere la propria attività in Aree come quelle asiatiche e arabe, comporta vieppiù problemi, ma non meno attenzione va rivolta ad aree più vicine alla nostra cultura occidentale, ma dove vigono usi e costumi, regole e consuetudini, specifiche, da dover conoscere prima di recarvicisi.

Non si può, dunque, prescindere dalla conoscenza precisa e priva di sfasature delle regole di comportamento proprie dei Paesi che sono oggetto dell’interesse commerciale, a partire dalla gestione degli incontri di affari, dalle modalità dettagliate dei rituali delle presentazioni, dalla conoscenza di ogni particolare afferente alla convivialità e alla vita di relazione ai cerimoniali e alle regole da seguire per non essere definiti dei parvenù.
Molte volte basta un banale errore di protocollo, un dettaglio che sfugge, un atteggiamento non consono e tutti gli sforzi già effettuati di instaurare un rapporto commerciale ottimale, si possono vanificare.
E’ assolutamente imprescindibile, oggigiorno, per i manager di aziende che si muovono su mercati esteri, specie i più lontani, essere edotti su tutti gli aspetti della cosiddetta “Global Etiquette”, a cui attenersi nei viaggi di affari, in modo da divenire dei manager di successo perché, consapevoli di saper mantenere e gestire, al meglio, le relazioni commerciali e interpersonali con gli interlocutori stranieri.

Un manager sicuro di sé, dopo aver concluso un affare, in Africa, chiese un drink per festeggiare con i dignitari di palazzo, scoprendo che, lì, la regola era essere astemi e che assai mal si giudicavano coloro che apprezzavano l’alcool.
Per evitare figuracce o gesti che potrebbero addirittura essere interpretati come offensivi, è bene seguire qualche buona regola di Global Etiquette.

In Argentina il ritardo è considerato chic, così come, in generale, dell’America Latina. Se invitati a cena, dunque, è consigliato di presentarsi rigorosamente in ritardo, per non cogliere la padrona di casa impreparata e dare l’impressione di essere invadenti.
In Thailandia, come in tutti i Paesi buddisti, la testa è sacra, in quanto considerata sede dell’anima. Assolutamente da non fare carezze sui capelli a grandi e piccini.

In Giappone il sushi si deve mangiare con le mani. La tazza del riso si deve pulire fino all’ultimo chicco. E le bacchette non vanno mai incrociate. Invece il brodetto della zuppa di pesce va bevuto direttamente dalla tazza. In Inghilterra guai a non rispettare la fila.

In Giappone nessuno risponde mai “non lo so”.

Nei Paesi orientali un ruolo fondamentale lo riveste scambio dei biglietti da visita.
In Cina vengono dati presentandoli con due mani.
In Giappone è consigliato studiarli qualche secondo prima di riporli perché hanno lo stesso valore di un documento di identità.
I biglietti da visita, in Giappone, non devono mai essere riposti nella tasca posteriore dei pantaloni gesto poco rispettoso; un offesa è il dimenticarsi di metterlo via dopo averlo ricevuto, lasciandolo appoggiato sul tavolo.
E’ importantissimo non dimenticarsi di avere seco i propri biglietti, infatti non consegnarli significherebbe che non si è interessati a proseguire il contatto. Se la controparte giapponese chiude mente esponete un progetto significa che è molto attento non disinteressato.
Nei Paesi orientali gli sguardi tendono a non incrociarsi. Diversamente di quanto avviene nell’Area mediterranea e in Medio Oriente, dove lo scambio visivo è un segnale di indisponibilità.
In Cina se un affare è in alto mare bene è cercare qualsiasi compromesso per superare l’impasse.
In Russia, invece, scendere a compromesso è deleterio in quanto sintomo di debolezza.

La convivialità è aspetto da non sottovalutare.
In Giappone, prima di un pranzo viene spesso offerta una salviettina calda, detta “oshibori”, da usarsi solo ed esclusivamente per le mani.
Sempre in Giappone c’è un preciso rituale legato alle tradizionali bacchette che alla fine vanno sempre riposte nel loro astuccio e da questo gesto il cameriere capirà che il pasto è concluso.
In Cina e Taiwan è, addirittura lecito, sputare detriti del cibo, in un lato del piatto.
Nell’Est asiatico produrre rumori sgradevoli durante la masticazione – cosa assolutamente da non fare dalle nostre parti – è normale. Lo “slurping”, anzi, è raccomandato perché considerato una sorta di complimento allo chef.
In alcuni Paesi dell’Africa settentrionale e centrale e in Cina, il rutto è gradito ma solo se discreto e non rumoroso.

Chi paga il conto?
Fare “alla romana” o, per dirla alla britannica, «going Dutch», cioè fare all’olandese, è considerata buona norma in Scandinavia, Olanda, Australia e Stati Uniti.
Nell’Europa meridionale, nel Medio Oriente e in America Latina, è usuale che qualcuno si proponga di pagare il cono per tutti, qualunque sia l’entità del conto.
In Cina ripartire la somma del conto è considerato assolutamente offensivo, chi invita sa che poi dovrà anche pagare.
Da evitare il proporsi di fare «fifty-fifty» che genererebbe un forte imbarazzo in colui che vi ha invitato. Meglio ricambiare nel corso di una seconda cena, cosa che sarebbe molto apprezzata.

Quando il pasto è previsto in un’abitazione privata è inevitabile parlare di orari. Se l’appuntamento è fissato per le 8 di sera, in Germania occorre presentarsi proprio le 8 di sera. In Francia è tollerato un quarto d’ora di ritardo massimo.
In America Latina, è regola non essere assolutamente puntuali e arrivando all’orario concordato si rischierebbe di trovare la padrona di casa ancora affaccendata a cucinare.
Arrivare puntuali in Argentina come anche a Singapore denuncia addirittura di essere ansiosi di addentare il cibo.

Prima di iniziare a bere, in Svizzera è doveroso fare “cin cin” con gli altri commensali. In Germania è d’uopo guardare negli occhi il compagno di bevuta, a meno di non voler rischiare – secondo la cabala teutonica – un periodo di sette anni di guai dal punto di vista sessuale.
In Giappone il bicchiere non lo si può riempire da soli, ma è compito del vicino di posto farlo.

I fiori hanno significati diversi a secondo del Paese dove ci si trova. I crisantemi in Italia, Belgio, Francia, Spagna e Turchia sono abbinati al culto defunti come pure i garofani in Thailandia, Svezia, Polonia e in Germania.

I fiori di colore giallo piacciono nella maggior parte dei Paesi occidentali (basti pensare alla mimosa per la festa della donna); ma non donateli mai a qualcuno in Russia o in Iran: quel colore corrisponde ad un segnale di ostilità.

La gestualità legata ai doni è importante.
In molti Paesi del Medio Oriente i fiori non devono essere mai ricevuti con la mano sinistra.
Invece in Cina e in Giappone, è d’obbligo presentare i fiori stringendo il mazzo con entrambe le mani. Sempre in Cina, un regalo è accettato solo dopo tre gentili rifiuti di maniera.
Vietato sia in Cina sia in Giappone, aprire immediatamente il regalo perché l’operazione deve avvenire in privato in modo da non mettere in imbarazzo il ricevente se non gradisse il dono.

In Giappone è obbligatorio lasciare le proprie calzature all’esterno di un’abitazione prima di entrarvi.
L’abbigliamento scuro e formale per gli uomini è accettato praticamente ovunque, ma mentre i tedeschi gradiscono che le scarpe siano pulite.
In Medio Oriente si fa molta attenzione al look delle valigette 24ore e al tipo di orologio.

Si può capire l’importanza della “Global Etiquette” osservando colleghi e amici stranieri, che arrivando in Italia, si comportano, all’inizio, secondo regole che non sono nostre proprie, a volte facendoci sorridere e a volte irritandoci e lasciandoci di malumore.

Mark McCrum – “Il viaggiatore maldestro” – Einaudi – collana “Stile Libero Extra”
Titolo originale “Going Dutch in Beijing – The International Guide to Doing the Right Thing”